# Benedicta: il patrimonio è un portale per entrare nella storia

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Data: 8 Giugno 2021

“Questa è la tradizionale serata condivisa tra l'Associazione Memorie della Benedicta e Cultura e Sviluppo, dedicata a don Gian Piero Armano per ricordare non solo la sua figura poliedrica ma anche la sua presenza culturale, morale e civile che ha segnato la nostra comunità”: **Daniele Borioli** , presidente dell’Associazione Memoria della Benedicta, ha introdotto la serata durante la quale si è parlato del senso del patrimonio materiale e immateriale e delle motivazioni a investire per una conservazione e una valorizzazione che superino la retorica del richiamo a un dovere morale indiscutibile ed è stato presentato l’ **Archivio digitale della Benedicta** , realizzato con il finanziamento della Fondazione Social in collaborazione con Isral e Università del Piemonte Orientale.

**Luca Dal Pozzolo** , co-fondatore della Fondazione Fitzcarraldo e direttore dell’Osservatorio culturale del Piemonte, ha presentato il suo libro, ***Il patrimonio culturale tra memoria lockdown e futuro** .* “La Benedicta è un caso paradigmatico dei problemi che riguardano il patrimonio culturale. I fatti drammatici e recenti portano il sito ad essere ricco di valori e di memoria molto importanti. Io detesto la riduzione a cartolina e presepe. Il patrimonio è un portale per entrare nella storia e ha sempre elementi problematici e divisivi. Ridurlo a cartolina nasconde il vero portato del patrimonio, ovvero farci capire come pensavano diversamente secoli o anni fa, le condizioni contestuali in cui avvenivano i fatti, la profondità del tempo” ha spiegato Dal Pozzolo.

La Benedicta è un paradigma importante, è un patrimonio traumatico che non dà pacificazione e rimane iscritto dentro un dramma. Per Dal Pozzolo ricordare vuol dire ricostruire costantemente il fatto per la società attuale e futura. C'è chi non ne capisce l'utilità. Se la declinazione è il dovere morale della conservazione è difficile trovare una motivazione. Si deve invece intendere il patrimonio come la riserva della biodiversità del pensiero nel corso della storia che mostra alternative rispetto agli stessi problemi e traiettorie per il futuro.

“I luoghi sono il portale di accesso delle memorie, incastonate nei luoghi. Se non si investe per conoscere, mantenere e sottrarre all'oblio si ignora il passato e la storia. La manutenzione della memoria ha necessità di un investimento della società locale. I luoghi e le rovine sono importanti per meditare e far emergere che cosa è successo. La potenza del luogo va evocata” ha concluso Dal Pozzolo.

**Vittorio Tigrino** , docente di Storia Moderna all'Università del Piemonte Orientale, ha poi parlato dell’ **Archivio digitale della Benedicta.** “È una dimensione virtuale positiva in un contesto che ha già una significatività enorme per quello che è successo e quello che conserva. Lo spazio concreto c'era già e non mancava la partecipazione – ha spiegato Tigrino - La digitalizzazione aggiunge qualcosa con base scientifica, storiografica e di riflessione. Serve anche per un'operazione di recupero e messa a disposizione della documentazione. Gli spazi meritano di essere promossi e valorizzati. La memoria e il patrimonio culturale vanno manutenuti. La Benedicta è la concretizzazione di un percorso in questa direzione”.

Lo storico ha ricordato che don Armano è un pezzo della storia della Benedicta ed è parte della comunità.

**Chaira Lombardi** ha presentato l' **[Archivio digitale](https://benedicta.org/archivio-digitale/)** . Oltre che dal pubblico di specialisti che accedono perché già conoscono i fatti e vogliono approfondire, potrà essere utilizzato anche da coloro che non conoscono le dinamiche della vicenda. Sono presenti documenti originali digitalizzati e la geografia della Benedicta con il racconto degli spazi e delle varie memorie.

Si vuole anche far sperimentare ai ragazzi il lavoro dello storico: l'archivio è il primo step. Al momento è stato creato il contenitore poi è stato effettuata una ricognizione delle fonti in rete. Si farà ancora la digitalizzazione del fondo Armano, ricco di testimonianze dirette, e di un altro fondo fotografico per proseguire con la raccolta di fonti sul territorio, di testimonianze e di interviste ai parenti dei partigiani e delle vittime.

In conclusione il regista **Maurizio Orlandi** ha presentato il suo progetto. “Don Gian Piero Armano è stato un riferimento fondamentale dal punto di vista umano, etico e morale. Grazie a lui ho girato il primo documentario sul rastrellamento, poi ne ho realizzati altri sulla vecchiaia e sulla malattia. Il mio progetto si intitolerà *Quattro passi con Gian Piero* . L'intenzione è quella di attraversare dal mio punto di vista alcuni mondi, l'infanzia, la giovinezza e la sua famiglia di origine a Spinetta Marengo, la sua esperienza spirituale e sacerdotale, la casa alpina di Gressoney, il monte Tobbio, e poi la malattia”.

Qui potete rivedere l'incontro
