L'ESSENZIALE
È INVISIBILE
AL FEED

 

Lo vediamo ovunque.

Nei feed dei social, nei quartieri delle città, nei dati. Le nostre società sono sempre più spaccate tra chi ha accesso, spazio, voce e chi resta indietro, invisibile. 

Da una parte c’è chi accumula opportunità, connessioni, esperienze; dall’altra chi si sente tagliato fuori, chi non partecipa perché non sa da dove iniziare, chi smette di credere di potercela fare. Unexposed nasce qui: dove le crepe diventano voragini, dove l’accesso all’educazione, alla cultura, alla mobilità internazionale non è garantito a tutti.

L'ESSENZIALE
È INVISIBILE
AL FEED

 

Lo vediamo ovunque.

Nei feed dei social, nei quartieri delle città, nei dati. Le nostre società sono sempre più spaccate tra chi ha accesso, spazio, voce e chi resta indietro, invisibile. 

Da una parte c’è chi accumula opportunità, connessioni, esperienze; dall’altra chi si sente tagliato fuori, chi non partecipa perché non sa da dove iniziare, chi smette di credere di potercela fare. Unexposed nasce qui: dove le crepe diventano voragini, dove l’accesso all’educazione, alla cultura, alla mobilità internazionale non è garantito a tutti.

Perché UNEXPOSED?

Il progetto vuole riportare al centro le storie, i desideri e le potenzialità di chi troppo spesso resta ai margini, trasformando l’invisibile in visibile. Attraverso il teatro, il confronto, la formazione e nuovi spazi di partecipazione, Unexposed invita ragazzi e ragazze a riscoprire la propria voce, ad attivarsi, a credere che cambiare è ancora possibile. Anche partendo dal locale. UNEXPOSED è un progetto pensato per far emergere ciò che spesso resta invisibile: le disuguaglianze sociali, economiche e culturali che viviamo ogni giorno anche in contesti locali come Alessandria, ma che fanno parte di sfide globali comuni a molti altri luoghi del mondo.

A chi è rivolto?

Il progetto si rivolge soprattutto a giovani tra i 16 e i 30 anni – in particolare a quelli che vivono in contesti periferici o con minori opportunità – per offrire loro strumenti concreti di partecipazione, crescita e protagonismo.
Attraverso incontri dedicati, momenti di formazione e il co-design di nuovi spazi per la partecipazione, vogliamo migliorare l’accesso a opportunità formative, culturali e di cittadinanza attiva, rafforzando il ruolo delle nuove generazioni nel costruire comunità più giuste, inclusive e consapevoli.

Con quali obiettivi

🎯 Contribuire a ridurre il divario tra chi ha accesso alle opportunità educative, culturali e di partecipazione e chi invece ne resta escluso.

🤝 Formare giovani moltiplicatori che siano in grado di attivare e coinvolgere altri giovani, dando vita a un cambiamento dal basso, sostenibile e replicabile.

🎭 Rendere visibili gli ostacoli che impediscono a molte persone di accedere alle stesse opportunità e promuovere una cultura in cui il diritto a una vita dignitosa, alla partecipazione e alle possibilità di crescita sia realmente condiviso.

EVENTI PASSATI

Spettacolo Al di là del mare nell'ambito del progetto Unexposed

“Al di là del mare”: un viaggio teatrale tra comunità, scuole e territori

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Il percorso di Al di là del mareproduzione della compagnia Naif inserita nel progetto UNEXPOSED, ha attraversato nei giorni di maggio 2026 tre territori diversi – Campo Ligure, Novi Ligure e Alessandria – costruendo attorno allo spettacolo non solo una tournée, ma un vero e proprio spazio di incontro tra pubblici differenti.

Ad Alessandria, lo spettacolo ha debuttato lunedì 11 maggio 2026 presso gli spazi di Cultura e Sviluppo, promotrice del progetto. La replica gratuita su prenotazione ha registrato il tutto esaurito con 198 presenze tra cittadinanza e giovani coinvolti nel corso dell’anno nei laboratori e nei momenti di incontro e discussione offerti dal progetto. Suggestioni, domande e riflessioni raccolte durante queste sessioni hanno contribuito fattivamente alla costruzione del lavoro frutto della penna e della sensibilità di Andrea Robbiano e portato sul palco dal giovane attore del territorio Simone Guarino. La serata ha rappresentato un momento di condivisione e restituzione collettiva, fortemente radicato nel lavoro quotidiano delle associazioni promotrici e partner, APS Cambalache e Coop. Azimut.  

A Novi Ligure lo spettacolo è stato proposto all’interno di una rassegna locale, permettendo il coinvolgimento di circa cento studenti dell’Istituto Tecnico Casa di Carità e dell’ITIS di Novi Ligure, realtà a vocazione tecnico-professionale che si sono confrontate con un linguaggio teatrale diverso da quello abituale, capace di sollecitare ascolto, immedesimazione e riflessione. L’incontro ha restituito una partecipazione attenta e aperta, in linea con l’obiettivo di portare il teatro anche a chi raramente vi entra in contatto.

E così anche a Campo Ligure, piccolo comune dell’entroterra ligure che, anche grazie alla presenza della Compagnia Naif aggrega e rielabora gli stimoli e le necessità di partecipazione dei comuni adiacenti, sul confine tra Piemonte e Liguria. Qui, la matinée ha coinvolto circa cento studenti delle scuole secondarie di primo grado provenienti dai comuni limitrofi, offrendo un primo contatto con una narrazione che intreccia migrazione, memoria locale e identità. La replica serale, aperta alla comunità, ha invece ampliato lo sguardo a un pubblico intergenerazionale. Il giorno successivo, il teatro si è trasformato in spazio di lavoro condiviso grazie a un laboratorio teatrale gratuito condotto da Simone Guarino, che ha permesso ai partecipanti di attraversare i temi dello spettacolo in forma attiva e collettiva, restituendo al teatro la sua dimensione originaria di luogo di comunità.

Nel loro insieme, queste tre tappe restituiscono un percorso che non si limita alla produzione e diffusione di uno spettacolo, ma che costruisce attorno ad esso dispositivi diversi di scrittura condivisa e partecipazione. Le tre tappe hanno permesso, da un lato, di portare il tema della migrazione e dell’identità in contesti territoriali e scolastici in cui la composizione demografica riflette le trasformazioni in atto nella società contemporanea, con classi sempre più plurali e segnate dalla presenza di studenti con background migratorio; dall’altro, di rafforzare un lavoro già radicato nei territori, costruendo un percorso corale di sensibilizzazione, accoglienza e dialogo educativo che ha coinvolto comunità, scuole e reti civiche già attive.  

Al di là del mare continua ora il suo percorso, portando con sé le tracce di questi incontri e delle diverse forme di ascolto che ha saputo attivare lungo il cammino. L’augurio è che questo viaggio continui: che lo spettacolo possa incontrare altri sguardi, altre domande, altre storie. Essere visto, vissuto, discusso.

Il progetto UNEXPOSED è stato realizzato con il contributo finanziario dell’Unione Europea e della Regione Piemonte, attraverso il Consorzio delle ONG Piemontesi nell’ambito di Connect for Global Change.

Quando la cittadinanza globale si costruisce partendo dalle domande di ragazze e ragazzi

Quando la cittadinanza globale si costruisce partendo dalle domande di ragazze e ragazzi

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Che cosa significa partecipare davvero alla vita collettiva? In che modo una persona giovane può sentirsi legittimata a esprimere bisogni, immaginare cambiamenti o prendere posizione rispetto a temi complessi come discriminazione, migrazioni, disuguaglianze di accesso alle opportunità o parità di genere?

Le attività realizzate da Cultura e Sviluppo nell’ambito del progetto UNEXPOSED sono nate da questa domanda. L’obiettivo è stato creare spazi in cui ragazze e ragazzi potessero esercitare pensiero critico, confronto e capacità di leggere la connessione tra esperienze quotidiane e sfide globali.

Durante il percorso, giovani delle scuole superiori sono stati coinvolti in laboratori dedicati alla cittadinanza civica e globale, lavorando su temi come accesso alle opportunità formative, partecipazione, stereotipi, discriminazione, sostenibilità, migrazione e relazioni di potere.

Uno dei momenti più significativi è stato la simulazione del Parlamento Europeo. Divisi in gruppi politici con valori e visioni differenti – dalla giustizia sociale e ambientale alla libertà individuale, fino ai temi controversi della sicurezza e della privacy – i partecipanti hanno discusso e negoziato proposte su questioni volutamente complesse e polarizzanti: reddito minimo europeo, regolamentazione delle nuove tecnologie applicate all’identità personale, limiti ai consumi energetici in risposta alla crisi climatica.

La simulazione guidata non chiedeva di difendere le proprie convinzioni, ma di abitare punti di vista anche molto lontani dai propri. Un lavoro di immedesimazione che ha permesso di comprendere meglio la complessità delle decisioni pubbliche e il ruolo della partecipazione democratica nel costruire politiche che incidono concretamente sulla vita delle persone.

I laboratori del progetto UNEXPOSED hanno aperto spazi di riflessione personale. Attraverso l’attività dell’“Intervista doppia”, ragazze e ragazzi hanno dialogato a coppie su temi come razzismo, esclusione, relazioni non paritarie, percezione della sofferenza online e capacità di riconoscere dinamiche discriminatorie nella vita quotidiana.

Le restituzioni hanno fatto emergere osservazioni profonde: la discriminazione percepita come mancanza di tempo dedicato a comprendere davvero l’altro; il rapporto ambiguo con i contenuti social che mostrano sofferenza, osservati spesso in modo rapido e disconnesso; la difficoltà di guardare negli occhi chi vive situazioni di marginalità e, allo stesso tempo, la possibilità di riconoscere pienamente una persona quando esiste una relazione, una storia condivisa, un nome.

Sono emerse anche riflessioni sulle relazioni tra pari: amicizie o rapporti affettivi in cui una persona sembra detenere maggiore potere decisionale rispetto all’altra, dinamiche percepite come frequenti ma spesso normalizzate.

Parallelamente, le attività di educazione alla cittadinanza globale hanno chiesto ai gruppi di partire da una domanda concreta: quali bisogni vediamo nel nostro territorio e quali possibilità mancano davvero ai giovani? A partire da temi come parità di genere, accesso alle opportunità educative, inclusione e sostenibilità delle proposte rivolte alle nuove generazioni, ragazze e ragazzi hanno lavorato per trasformare riflessioni astratte in idee praticabili.

Sono così nati piccoli interventi, eventi e iniziative pensati per la città e per i propri pari: proposte costruite dai gruppi, poi presentate in plenaria, argomentate, messe in discussione e condivise con gli altri. Un esercizio che ha richiesto non solo creatività, ma anche capacità di leggere criticamente il contesto locale e immaginare il proprio ruolo nel modificarlo.

In questo senso, la cittadinanza globale è uscita dalla dimensione teorica per diventare esperienza situata: comprendere che fenomeni come esclusione, disuguaglianza nell’accesso alle opportunità, stereotipi di genere o marginalizzazione non appartengono solo a scenari lontani, ma attraversano anche scuole, gruppi di amici, quartieri e servizi della propria città.

Le attività hanno provato quindi a costruire un passaggio ulteriore: dalla consapevolezza alla proposta. Perché riconoscere un problema è importante, ma sentirsi legittimati a immaginare risposte collettive lo è altrettanto. E spesso la distanza tra sentirsi esclusi dalle possibilità e iniziare a partecipare si riduce proprio così: trovando uno spazio in cui la propria voce viene ascoltata, discussa e considerata capace di incidere sul presente.

 

Torneo di domino contro la discriminazione per il progetto UNEXPOSED

Domino la discriminazione

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🎲 DOMINO LA DISCRIMINAZIONE
🗓️ Domenica 9 novembre | 🕙 dalle 9:00
📍 Spazio MUG – Piazza F. De André 76

Il domino, tradizione radicata in molte comunità del Sud America, arriva in Spazio MUG per una giornata di incontro, ascolto e convivialità.

Un torneo ricreativo aperto a tutti e tutte: un’occasione per conoscersi, condividere esperienze e scoprire le storie di chi oggi vive la città con radici diverse.
Un momento per giocare insieme e costruire, tra una tessera e l’altra, legami nuovi e autentici.

✨ Iniziativa nell’ambito del progetto UNEXPOSED con il contributo finanziario dell’Unione Europea e della Regione Piemonte, attraverso il Consorzio delle Ong Piemontesi nell’ambito di Connect for Global Change.

Iscriviti al torneo mandando una mail a: mug@culturaesviluppo.it

#connectforglobalchange #EUDEARprogramme #ongpiemonte

Intervista a Djoman Condè all'evento MIa Mia

"Mia Mia": dalla Guinea all'Europa attraverso l'inferno della Libia

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“Non è stato un viaggio normale, quando decidi di partire, vai in un’agenzia e prenoti il biglietto. È stato un viaggio infernale, con un rischio enorme. Siamo stati catturati, abbiamo subito percorse e insulti. Abbiamo viste donne e ragazze giovanissime vittime di stupri. La crudeltà raggiunge livelli di disumanizzazione”.

Condè Djoman ha raccontato in Mia Mia. Attraverso la vita la sua esperienza di migrante dalla Guinea all’Italia. Il libro è stato presentato all’Associazione Cultura e Sviluppo nella Giornata mondiale del rifugiato in un incontro promosso dall’Aps Cambalache, partner del progetto Unexeposed, finanziato dall’Unione europea e dalla Regione Piemonte attraverso il Consorzio delle Ong Piemontesi nell’ambito di Connect for Global Change. Il progetto ha l’obiettivo di contrastare le disuguaglianze sociali e culturali, promuovendo la partecipazione attiva dei giovani attraverso percorsi di educazione alla cittadinanza globale, sensibilizzazione e narrazione dal basso.

In apertura dell’incontro è stato proiettato il trailer del docufilm Dall’inferno al paradiso. In Guinea Djoman si è laureato in sociologia e ha lavorato come insegnante nei licei e come assistente universitario. La situazione politica del Paese lo ha costretto a partire per l’Europa. Nel suo percorso ha toccato il Mali, il Burkina Faso, il Niger, è passato nel deserto, è arrivato in Libia e infine ha attraversato il mare per arrivare in Italia.

“La Libia è l’inferno, un luogo dove l’umanità è sparita e i trafficanti controllano ogni aspetto della vita dei migranti, togliendo loro ogni libertà e speranza. Le persone sono costrette a lavorare senza sosta e senza cibo adeguato” ha raccontato Condè Djoman. La decisione di raccontare queste esperienze, che definisce più difficili da narrare che da vivere, deriva dalla convinzione che “non devono rimanere nascoste e devono essere comprese per combattere un sistema che non dovrebbe esistere”. L’Italia è percepita come “il paradiso” perché gli ha permesso di “sognare di nuovo, di respirare e di riconquistare la libertà di camminare, esprimersi liberamente”.

Ora Djoman ha ripreso gli studi universitari e lavora nel settore dell’accoglienza, trovando grande soddisfazione nell’aiutare persone che hanno vissuto esperienze simili alle sue.

In conclusione Mara Alacqua e Anna Tassisto di Cambalache hanno ricordato l’importanza dell’accoglienza in Italia anche se le politiche migratorie sono sempre più restrittive e hanno sottolineato la necessità di canali legali di arrivo per evitare viaggi così traumatici.

In chiusura, Enaip ha offerto un aperitivo a tutti i partecipanti per celebrare la diversità e il valore dell’incontro.

Articolo pubblicato su Agoral.it

Alcuni scatti

Teaser e making of spettacolo teatrale

Cos'è stato Unexposed

Un breve racconto non esaustivo dell'anno trascorso insieme.

Il progetto si rivolge soprattutto a giovani tra i 16 e i 30 anni – in particolare a quelli che vivono in contesti marginali, periferici o con minori opportunità – per offrire loro strumenti concreti di partecipazione, crescita e protagonismo.

Attraverso incontri, formazione e il co-design di nuovi servizi (come uno sportello Informagiovani “potenziato”), vogliamo migliorare l’accesso a opportunità formative, culturali e di cittadinanza attiva, rafforzando il ruolo delle nuove generazioni nel costruire comunità più giuste, inclusive e consapevoli.

UNEXPOSED

è anche creatività: grazie alla collaborazione con la compagnia teatrale Naif, nascerà uno spettacolo originale – scritto insieme a un gruppo di giovani – che porterà in scena il tema delle disuguaglianze, per raccontarle, discuterle e superarle, insieme al pubblico.

I nostri partner

Il progetto fa parte dell’iniziativa Connect for Global Change, finanziata dalla Commissione Europea nell’ambito del programma DEAR (Development Education and Awareness Raising) e gestita in Italia dal Consorzio delle Ong Piemontesi (COP).
UNEXPOSED ha partecipato e ottenuto finanziamento nell'ambito del Lotto 2 del Bando, dedicato ad azioni che accrescono consapevolezza, senso critico e partecipazione attiva dei giovani e delle persone meno coinvolte su temi legati agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs).