AL&AT: la rete di progetti per
il bando "We.Ca.Re Terzo Settore"

"We.Ca.Re - Welfare Cantiere Regionale” è la strategia per l'innovazione sociale della Regione Piemonte, primo ed unico esempio a livello nazionale di strategia integrata, nata dal lavoro di un tavolo inter-assessorile composto dagli assessorati alle Politiche Sociali, della Famiglia e della Casa; ai Diritti Civili e Pari Opportunità; alle Attività produttive; all'Istruzione, Lavoro e Formazione Professionale. 

La strategia nasce dalla convinzione che sia necessario e indispensabile un cambio di paradigma che concepisca il welfare come ambito di sviluppo e crescita, in grado di concorrere al pari di altri asset territoriali a determinare i fattori di sviluppo del territorio, anzichè relegare le politiche sociali quale ambito deputato all'assistenza per alleviare i problemi sociali.

Per la prima volta Enti del Terzo Settore di Asti e Alessandria si impegnano in un progetto unitario, per quanto realizzato in modo personalizzato in zone territoriali divese, che coinvolge tutto il territorio del Quadrante. Grazie a questo approccio di comunità si supera la tradizionale visione competitiva legata a logiche di mercato in una dimensione progettuale condivisa.

Gli enti coinvolti

Ambiti di sperimentazione

L'obiettivo è quello di sistematizzare le sperimentazioni in atto da parte degli Enti del Terzo Settore di Quadrante, confrontando le buone prassi ed analizzando criticità e punti di forza, per definire nuovi standard operativi da mettere a disposizione dei territori non ancora coinvolti. Il focus sulle decadenze in Edilizia Residenziale Pubblica consente di sviluppare strategie inedite e l'intervento educativo di supporto agli adulti costituisce una sperimentazione su un target che altrimenti non troverebbe risposte nel tessuto locale. 

 OBIETTIVI

  • Scongiurare la perdita della casa in soggetti morosi, trovare soluzioni abitative differenti
  • Ridurre la domanda verso i servizi pubblici
  • Accompagnare i nuclei familiari al ripianamento del debito e al mancato rilascio della struttura abitativa

Il confronto operativo-metodologico tra gli attore consentirà di innalzare il livello dell'efficacia del Terzo Settore rispetto all'inserimento lavorativo dei soggetti vulnerabili (attraverso il dialogo tra cooperazione sociale di tipo A e di tipo B, la valorizzazione dell'economia civile, il welfare aziendale, le quote di lavoro "sociale" esternalizzabili, la qualificazione del lavoro domestico di cura nella prospettiva dell'emersione del lavoro nero, la massimizzazione dell'efficacia degli strumenti messi a disposizione dalle politiche attive del lavoro a livello regionale). 

OBIETTIVI

  • Favorire l'occupabilità di soggetti vulnerabili e la collaborazione fra Enti del Terzo Settore, pubblico e privato, coinvolgendo anche altri stakeholders e creando networks che aumenti la conoscenza dei fenomeni e la competenza nell'affrontarli.

Valorizzando buone prassi e innovazioni in atto, si sperimentano nuove metodologie di intervento che valorizzano le reti di prossimità e i facilitatori naturali delle persone fagili, nella prospettiva della prevenzione e della de-istituzionalizzazione dei percorsi educativi. Gli interventi mirano ad aprire un dialogo con i ragazzi per costruire percorsi di peer education e un hub capace di far comunicare bisogni dei ragazzi con ciò che i servizi hanno da offrire. Fra le sperimentazioni previste ci saranno percorsi di peer education e la figura dello psicologo "on the road". 

OBIETTIVI

  • Contrastare il disagio emotivo tramite la relazione fra pari
  • Prevenire la cronicizzazione del disagio
  • Individuare giovani con instabilità emotiva
  • Attivare pratiche di supporto emotiva tra pari e non.

Obiettivi trasversali

Creare un HUB del Terzo Settore

Nuovo spazio di confronto per favorire lo scambio di professionalità e idee e di intercettare risorse. La sua azione favorirà nel medio periodo la crescita della capacità di progettazione e di fundraising del settore. 

Creare un registro informatico delle prestazioni socio-assistenziali.

Strumento innovativo che, a differenza di quelli finora in uso, permetterà una mappatura dei servizi offerti da una comunità in un determinato territorio, permettendo di far interagire gli enti preposti intorno ai bisogno dei loro utenti. 

Creare un portale web dedicato al disagio giovanile

Insieme ai ragazzi coinvolti nei progetti verrà realizzato un portale con il duplice obiettivo di fornire informazioni chiare e affidabili rispetto ai principali temi legati al possibile disagio giovanile e fare da hub con i servizi del territorio per facilitare la comunicaizone fra ragazzi e servizi. 

 

RISULTATI TRASVERSALI ATTESI

  • Attivare sinergie e coordinamento fra tutti gli attori coinvolti
  • Formare operatori
  • Fornire strumenti evoluti per l'orientamento
  • Aumentare il dialogo pubblico/privato
  • Integrare le informazioni a disposizione degli Enti Gestori e degli enti del Terzo Settore per creare una migliore mappatura dei servizi e il successivo efficientamento degli stessi
  • Governare i processi inclusi nel progetto, facendo emergere nuovi possibili soluzioni per risolvere i problemi
  • Creare uno spazio neutro per la governance dei processi
  • Diffondere buone pratiche e metterle a sistema

Il progetto in breve

Qual è l'importo finanziato dal Progetto?

Il totale dei fondi messi a disposizione da WECARE AL & AT (seconda misura) è di euro 210.000, suddiviso in parti uguali per ognuno dei 3 progetti “gemelli”. 

quanto durerà il progetto?

La durata iniziale del progetto è di 18 mesi: avviato a luglio 2019 dovrebbe concludersi a dicembre 2020.

Come si potrà ottenere una replicabilità, sostenibilità e scalabilità degli interventi proposti?

Gli strumenti e le sperimentazioni introdotti sono pensati per essere esportabili anche in altri contesti, lavorando su processi pensati per stadi progressivi e su analisi e mappature del territorio che rendano più semplici gli adatti necessari qualora si voglia riproporre gli interventi altrove. 

Il coinvolgimento dei beneficiari nei percorsi di aiuto e nella costruzione degli iter da seguire aiuterà l’adattamento degli interventi dalla teoria alla pratica, portando all’elaborazione di modelli con più alte possibilità di successo. 

Come si garantirà la parità fra uomini e donne e la non discriminazione?

Per garantire il rispetto del principio di pari opportunità, sono stati previste iniziative mirate di accoglienza, facilitazione, sostegno, empowerment, supporto psicologico, formazione/informazione sui diritti, la pari opportunità e forme di tutela nei confronti di donne e persone a rischio di discriminazione (minoranze etniche, persone con disabilità, giovani, anziani, LGBT+). Per i destinatari delle sperimentazioni è prevista una maggiore intensità di sostegno: verranno attivate sensibilizzazioni e accorgimenti nella tutela di donne (in particolare in presenza di minori), affinché siano titolari preferenziali di contratti di locazione, agevolando i loro tempi di conciliazione tra vita e lavoro. Il progetto stimola iniziative di Diversity Management: riconoscere le differenze, gestirle attivamente e valorizzarle, per offrire a ciascuno la possibilità di sviluppare e applicare le proprie capacità e competenze, espressione di genere, etnia, nazionalità, età, backgroup socioculturale. 

Il progetto in cifre

1 Partner coinvolti 1 PROVINCE 1 MESI DI DURATA

Dalla Regione Piemonte, 3 interventi integrati

Questo progetto riguarda la Seconda Misura di un piano d'interventi pensato in 3 parti. Ecco quali sono:

WECARE - Enti Gestori

la prima misura stimola processi collaborativi sui territori, agendo sulla domanda di innovazione e promuovendo una migliore governance locale per la creazione di ecosistemi territoriali fertili (Distretti di Coesione Sociale);

WECARE - Terzo Settore

la seconda misura è volta a facilitare la sperimentazione di servizi innovativi del terzo settore, in coerenza con la misura precedente;


WECARE - Welfare aziendale

la terza misura è destinata al sistema delle imprese, per il sostegno di iniziative di welfare aziendale che tengano conto dei bisogni espressi dal territorio;

 

Contatti

progettazione@culturaesviluppo.it