“Apri quella scatola”, il libro di poesie di Giordano Bovo

“Apri quella scatola”… di che scatola si parla? Di una ipotetica e surreale vecchia scatola impolverata dimenticata da tempo in una nostra personale onirica soffitta. Ricordi intimi a volte, dolci a volte, imbarazzanti a volte, irreali a volte, di tutti i tipi, ma nostri. Non sempre nitidi, ma quando emergono da quella “scatola” vorremmo abbracciarli e non lasciarli andare più via. Questo è il filo conduttore, non sempre limpido e riconoscibile, ma sottile che sovviene a chi quei ricordi li ha vissuti ed in qualche modo vorrebbe condividerli. Anche quando non sono espliciti o dichiarati, per chi li riporta a galla aderiscono anche “di sponda” a quel languore (mai nostalgia, parola con pericolo di negatività) a quella dolcezza personalmente romantica che sposta le ragnatele del tempo e avvolge di sensibilità, sentimento o anche timore il momento che, direttamente o no, spinge a dichiararsi scrivendo di petto versi che sgorgano in una poesia sicuramente personale e a volte criptica, ma che può coinvolgere sensibilità esterne simili e accomunate. Altri temi, trattati nel volume, entrano in qualche modo a far parte dell’atmosfera creata dall’ingresso spontaneo e sovente inatteso di un ricordo.

Venerdì 20 novembre alle 17,30 l’autore Giordano Bovo presenterà il libro, edito da Sisifo, accompagnato dalle musiche eseguite da Dino Porcu.

Giordano Bovo è co-fondatore della Famija ad Gaioud. Negli anni 70/80 si sviluppa la sua vena poetica e vince il primo premio assoluto nel concorso internazionale Traiano sez. poesia a Benevento con il componimento Click la luce. Pubblica due libri, Pagliacci, edito dalla Famija ad Gaioud e Prendi una sedia (edizione Ape Terni), come premio per il vincitore del trofeo “Autore dell’anno”, cioè un Giro d’Italia poetico con tappe in diverse località umbre. Nel 2020 produce con Alfio Schiavoni due cs di canzoni con testo dialettale alessandrino e ricomincia a scrivere anche poesie. È socio fondatore e presidente dell’associazione Lisondria ades che si propone di mantenere e diffondere la lingua e le tradizioni alessandrine, applicate ai tempi attuali.
Apri quella scatola è il terzo volume di una ipotetica trilogia, dopo Mani in tasca e Tracce di assenze, che segue la strada tracciata con i volumi precedenti e che si dipana tra i ricordi di “com’eravamo” e la realtà (non sempre positiva) di “come siamo”. La strada comunque in fondo ha una porta che apre all’ottimismo.

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Data

20 Nov 2026

Ora

17:30 - 19:00

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Luogo

Associazione Cultura e Sviluppo
Piazza Fabrizio De André, 76 | Alessandria
Sito web
https://culturaesviluppo.it

Organizzatore

Lisondria ades
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