1995 – 2025

Da 30 anni ci poniamo come obiettivo il miglioramento dell’offerta culturale e formativa nel contesto locale, favorendo la partecipazione attiva e la responsabilità civica. 

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Tante novità, nuovi eventi, tanti appuntamenti e non mancheranno le sorprese!

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Novembre 2026
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OPEN FOR FUTURE SCUOLA 2026: partecipa alle giornate di orientamento

Due appuntamenti dedicati all’orientamento scolastico: partecipa agli eventi gratuiti nelle giornate di giovedì 12 e sabato 14 novembre 2026, in Piazza De André, 76 – Alessandria. L’Associazione Cultura e Sviluppo, in quanto partner della Rete Territoriale di…

Progetto Rise: una rete locale per contrastare la povertà alimentare

C’è anche l’Associazione Cultura e Sviluppo tra i partner del progetto Rise – Resilience, Inclusion, Sustainability, Education, promosso da Enaip Piemonte, con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo, nell’ambito del bando “Verso Politiche locali del cibo:…

Cibo, social e algoritmi: una divulgazione scientifica più consapevole

Come è cambiato, negli ultimi vent’anni, il modo in cui parliamo di cibo e di salute? E quanto pesano social network, algoritmi e intelligenza artificiale su ciò che crediamo di sapere su quello che mangiamo? Sono le domande al centro dell’incontro con Beatrice…

Il diritto di muoversi: la povertà dei trasporti ad Alessandria

Ad Alessandria si contano 665 auto ogni 1.000 abitanti e l’11,5 per cento della spesa familiare se ne va in trasporti. Per molti, soprattutto fuori dai centri maggiori, l’automobile non è una scelta ma un obbligo. Da queste considerazioni è iniziato l’incontro…

Come trasformare un’idea in impresa: un seminario online gratuito per aspiranti imprenditori

Mercoledì 28 ottobre 2026, dalle 15:00 alle 17:00, webinar sulla piattaforma SNI Hai un’idea imprenditoriale nel cassetto ma non sai da dove cominciare? Nell’ambito delle attività promosse dal Servizio Nuove Imprese (SNI), la Camera di commercio di Alessandria-Asti…

Vita racconta «Insieme per il Futuro», il progetto contro la dispersione scolastica

Nel numero di ottobre di Vita, dedicato al tema Dove va a finire la filantropia, c’è anche Insieme per il Futuro. Il magazine lo ha inserito tra le cento storie di filantropia più innovative d’Italia: un riconoscimento che siamo felici di condividere con le scuole e…

“La periferia vi guarda con odio. Come nasce la fobia dei maranza” di Gabriel Seroussi

Venerdì 30 ottobre alle ore 18 nello Spazio Andando (via Bissati 27) si terrà l’incontro La periferia vi guarda con odio. Come nasce la fobia dei maranza con la presentazione del volume di Gabriel Seroussi (AgenziaX, 2025). L’incontro, nell’ambito della programmazione…

Povertà e vulnerabilità ad Alessandria: conoscere per agire

Ad Alessandria la povertà non è soltanto mancanza di reddito ma anche solitudine, una casa che costa troppo, un lavoro che non basta per arrivare a fine mese. È il quadro emerso il 16 ottobre scorso nella sede dell’Associazione Cultura e Sviluppo, dove è stato…

Nasce L’Officina del Progetto di Vita: la riforma della disabilità si impara facendo 

Il modo in cui il nostro Paese guarda alla disabilità sta cambiando. Con il decreto legislativo 62 del 2024 la riforma sposta l’attenzione dall’assistenza e dalla cura ai diritti, all’autodeterminazione e all’intera vita della persona. Anche le parole cambiano: la…

Club 22 – Spazio Giovani: Cultura e Sviluppo cerca una nuova risorsa educativa ad Alessandria

Un nuovo spazio dedicato ad adolescenti e giovani, per promuovere relazioni, partecipazione e benessere. Aperta la ricerca della figura educativa che contribuirà a costruire e sviluppare il progetto.Come creare nuove opportunità per adolescenti e giovani, valorizzarne…

Quaderno 6 – La politica alla fine della politica – G. Barberis – 2005

Di fronte alle insostenibili cronache quotidiane di orrore e violenza di questo tragico inizio di millennio, ci chiediamo sempre più disorientati quale sia il senso di ciò che sta accadendo; ogni giorno violenza, morte, distruzione, ogni giorno nuove vittime innocenti e un crescente senso di impotenza e di rassegnato sgomento[1].






[1] Negli ultimi quindici anni, con la fine dell’ordine bipolare, l’illusione di un mondo finalmente pacificato e libero è stata di fatto travolta dal moltiplicarsi di violenze e conflitti; una geografia degli orrori che coinvolge il globo intero, dalla regione dei Grandi Laghi in Africa ai Balcani nel cuore dell’Europa, dalle repubbliche caucasiche dell’ex impero sovietico all’irrisolto conflitto in Medio Oriente, dal Darfur in Sudan fino al cuore del nuovo impero americano, che ha voluto affrontare la sua fragilità con imprese belliche più o meno legittime, sostanzialmente incurante delle drammatiche conseguenze che esse hanno avuto per  milioni di vittime innocenti, in Afghanistan come in Iraq.

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Quaderno 2 – La guerra del Kosovo: obiettivi e risultati – G.E. Rusconi – 2000

Qualunque analisi della situazione venutasi a creare nei Balcani a seguito del recente conflitto in Kosovo, prima di prendere in consi­derazione il problema del riassetto complessivo degli equilibri geo­politici di un’area, quella balcanica, in cui le questioni legate alla ti­tolarità del potere politico ed economico si intersecano con quelle relative alle rivendicazioni etniche locali e agli interessi egemonici occidentali, non può che cominciare con la domanda sulla con­gruenza fra gli strumenti militari e gli obiettivi politici dell’opera­zione nato contro la Serbia.

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Quaderno 2 – La tragedia del Kosovo: ultimo atto della guerra nei Balcani? – L. Rastello – 2000

Ai fini di una migliore comprensione di quanto sta avvenendo nel quadrante dei Balcani ritengo sia opportuno tenere conto di alcuni dati storici. Il primo dato è che in Serbia non esistono province auto­nome, poiché il 29 ottobre 1990 il presidente Milosevic, scavalcando il parlamento, riuscì a far approvare una nuova Costituzione che aboliva le autonomie concesse dalla Costituzione titoista del 1974 alla provincia settentrionale della Voivodina (a maggioranza ungherese) e alla provincia meridionale del Kosovo (a maggioranza alba­nese).

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Quaderno 2 – Occidente e mondo islamico: verso uno scontro di civiltà? – M. Guasco – 2000

Per affrontare il tema proposto ritengo utile procedere attraverso un’analisi che permetta di focalizzare l’attenzione preliminarmente sulla storia del mondo islamico nei suoi diversi aspetti (in partico­lare, a partire dal secondo dopoguerra), per poi delineare i tratti sa­lienti del rapporto conflittuale fra Islam e Occidente e le sue even­tuali soluzioni. Ciò detto, la prima considerazione riguarda il cam­bia­mento di atteggiamento riscontrabile tra gli studiosi islamici da­gli anni Settanta a oggi: un’evoluzione del pensiero religioso e dei suoi risvolti politico-sociali che sicuramente ha contribuito a rendere questa fine del xx secolo complessa e problematica, così come ha in­dotto un famoso studioso statunitense, Samuel Huntington, ad ap­profondire la que­stione della prefigurazione degli scenari futuri dell’ordine mondiale post-bipolare ponendo particolare attenzione al tema del rapporto fra le diverse forme di civiltà.

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Quaderno 2 – La teoria delle relazioni internazionali e gli scenari del nuovo (dis)ordine mondiale – V. Coralluzzo – 2000

La fine del bipolarismo ? che dai più viene fatta simbolicamente co­incidere con la memorabile notte tra il 9 e il 10 novembre 1989 in cui migliaia di persone dettero gioiosamente il via alla demolizione del muro di Berlino, che per quasi un trentennio aveva material­mente simboleggiato la divisione dell’Europa e del mondo in due blocchi ideologicamente, politicamen­te, militarmente ed economicamente contrapposti ? costituisce il punto di partenza obbligato di ogni seria riflessione sulla dina­mica evolutiva del sistema interna­zionale e sulle prospettive di quello che ormai solo con una buona dose di ironia, o di facile ottimismo, si potrebbe definire «nuovo or­dine mondiale», convenendo sconsolatamente, già da qualche anno, la maggior parte dei politologi internazionalisti sull’opportunità di de­scrivere la situazione venutasi a creare dopo la «rivoluzione» del 1989 in termini di «disordine» piuttosto che di «ordine» internazio­nale.

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Quaderno 2 – Guerra o ingerenza umanitaria? L’ONU, la NATO e i veri padroni del mondo – M. Cacciari – 2000

Per affrontare il tema che mi è stato proposto ritengo opportuno procedere attraverso un’analisi che, invece di soffermarsi diretta­mente sulla valutazione delle specifiche dinamiche di potere (non solo politico) espresse dagli attori egemoni a livello internazionale ? si pensi all’onu, alla nato, agli Stati Uniti e all’Unione Europea, ma anche alla comunità economico-finanziaria mondiale ?, si sforzi in­nanzitutto di estrapolare dalla storia delle idee degli ultimi secoli il senso dell’evoluzione delle ideologie e, più in generale, degli orien­tamenti culturali da cui dipendono le scelte operative in tutti i campi dell’agire sociale, politico e scientifico-economico, per poi giungere a individuare chi sia, alle soglie del xxi secolo, il vero «padrone del mondo» e quanto il suo potere si fondi su una parti­colare Weltan­schauung.

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Quaderno 2 – Democrazia internazionale e pace il futuro dei diritti umani – L. Bonanate – 2000

È opinione comune che quella parte del mondo che oggi vive, nel complesso, in condizioni di pace possa essere ricondotta prevalentemente a un modello di Stato democratico. Ne discende che quello democratico può essere considerato il modello vincente, se non addirittura il migliore (o il meno cattivo) tra quelli sperimentati fi­nora dall’umanità. Questo giudizio di valore non si appoggia su profonde e originali riflessioni di teoria politica, ma su una consta­tazione semplicissima: che gli Stati democratici ? ovvero quegli Stati carterizzati da libere elezioni competitive e periodiche, li­bertà (seppre regolamentata) di iniziativa economica, ugua­glianza di diritti civili, politici e sociali ? sono tendenzialmente pa­cifici e quin-di un ameto del loro numero non potrebbe che incidere po­sitivamente sulle condizioni della vita politica internazionale.

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Quaderno 2 – Riassetti strategici e conseguenze della guerra del Kosovo nell’area balcanica – E. Bettiza – 2000

Per poter esprimere un giudizio meditato sull’azione bellica della nato contro la Serbia di Milosevic, soprattutto per ciò che riguarda la congruenza fra gli strumenti militari e gli obiettivi politici dell’operazione, e per poter fare luce sulle possibili soluzioni del problema kosovaro, ritengo necessario ampliare il quadro di osser­vazione intorno all’evento tragico e politicamente rilevante della guerra del Kosovo sia geograficamente ? prendendo in considera­zione l’area balcanica nel suo complesso, fino alla Turchia ? sia tem­poralmente ? analizzando un intero decennio di ininterrotta crisi dell’ex Jugoslavia.

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Quaderno 2 – Per una democrazia internazionale pienamente raggiunta: tre modelli a confronto – G. Astori – 2000

Porsi oggi di fronte al problema della democrazia internazionale volendone sottolineare, seppur brevemente, la maggiore proponibilità (quantomeno teorica, dopo il crollo dei regimi sovietici) oltre che i limiti ? che ancora rendono il sistema politico internazionale sostanzialmente «disordinato» e conflittuale ? può configurarsi come operazione analitica, per un verso, ambiziosa e, per l’altro, foriera di speranze che difficilmente paiono a breve potersi concretamente realizzare.

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Quaderno 2 – Flussi migratori e società sviluppate: utili invasioni o minaccia per l’Europa? – M. Ambrosini – 2000

Secondo Michael Walzer, filosofo della politica americano, si ricrea nelle società sviluppate la differenziazione dell’antica Atene tra cittadini a pieno titolo e meteci, lavoratori stranieri tollerati in quanto utili ma sprovvisti di diritti (Walzer, 1987). È questa probabilmente la forma di tirannia più comune nella storia dell’umanità: la negazione dell’appartenenza, che diviene il primo anello di una lunga catena di abusi.

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