Ad Alessandria si contano 665 auto ogni 1.000 abitanti e l'11,5 per cento della spesa familiare se ne va in trasporti. Per molti, soprattutto fuori dai centri maggiori, l'automobile non è una scelta ma un obbligo. Da queste considerazioni è iniziato l'incontro pubblico dedicato alla povertà dei trasporti che ha aperto la stagione di Cultura e Sviluppo e in particolare il ciclo di conferenze sui diritti dei cittadini. L'appuntamento, inserito nel programma della Settimana Europea della Mobilità, è stato promosso dall'Associazione Cultura e Sviluppo in collaborazione con Fiab Alessandria – Amicidellebici e la Consulta comunale per la Mobilità Sostenibile.
Ad aprire i lavori, Gianluca Pagella, presidente di Fiab Alessandria, ha presentato gli eventi della Settimana: la pedalata cittadina, la proiezione del film Ladri di biciclette, un talk sulla mobilità urbana e l'asta delle biciclette della Ciclofficina. Davide Gho, presidente della Consulta comunale per la Mobilità Sostenibile, ha tracciato il bilancio dei primi tre anni dell'organo consultivo, nato nel 2023 su una proposta del 2022, sottolineando il valore del dialogo costante con l'amministrazione comunale.
La relazione è stata affidata a Luca Secondi, professore ordinario di Statistica economica all'Università della Tuscia e principal investigator del progetto Hac Via. Richiamando l'articolo 3 della Costituzione, Secondi ha definito la povertà dei trasporti come una disuguaglianza che limita l'accesso a lavoro, salute e istruzione.
Il fenomeno si misura su quattro dimensioni:
• disponibilità: la presenza fisica di infrastrutture e mezzi pubblici.
• accessibilità: la possibilità concreta, anche in termini di tempo, di raggiungere i luoghi di interesse.
• sostenibilità economica: il peso dei costi di trasporto sul bilancio familiare.
• adeguatezza: l'assenza di barriere fisiche od organizzative, una dimensione che attraversa le altre tre.
Il progetto Hac Via, finanziato dal Pnrr, ha prodotto una dashboard ad accesso aperto che monitora gli indicatori di accessibilità fino al livello comunale.
I dati presentati descrivono un Paese che si muove quasi solo in auto. Appena il 16,23 per cento di chi si sposta per studio o lavoro usa i mezzi pubblici. L'Italia ha il tasso di motorizzazione più alto d'Europa, con 700 auto ogni 1.000 abitanti: il Piemonte arriva a 741, la provincia di Alessandria a 724, il capoluogo a 665. Nei comuni sotto i 50.000 abitanti l'auto diventa spesso un bene forzato, esponendo le famiglie a una doppia vulnerabilità, nei trasporti e nell'energia. Sul fronte della transizione ecologica, ad Alessandria circolano 4,71 auto elettriche ogni 1.000 abitanti. Per Secondi, prima di scaricare i costi della transizione sui cittadini più fragili, servono alternative pubbliche valide.
Michelangelo Serra, assessore a Trasporti, Mobilità e Lavori pubblici del Comune di Alessandria, ha portato i numeri del trasporto pubblico locale. Nel bacino sud-est, che comprende Alessandria e Asti, tra il 2012 e il 2023 i chilometri percorsi sono scesi del 15 per cento, da 16 a 13 milioni. I passeggeri sono passati da 13,6 a 9 milioni. Alla base, secondo Serra, c'è un problema di risorse. Il Fondo nazionale trasporti ha subito dal 2009 un taglio del 35 per cento, circa 3 miliardi in meno, aggravato dalle criticità del federalismo fiscale. L'Agenzia della Mobilità Piemontese, inoltre, dispone di personale e mezzi limitati rispetto ad altre realtà.
Tra le difficoltà gestionali, l'assessore ha citato la carenza strutturale di autisti, legata a stipendi poco competitivi, e i problemi di integrazione tariffaria nei sobborghi, come Valmadonna. Sul fronte della flotta, i fondi Pnrr stanno finanziando la riconversione verso mezzi elettrici e a gas. Serra ha infine proposto un confronto sulle priorità di spesa: le risorse necessarie per un ipotetico taglio del bollo auto basterebbero ad aumentare del 60 per cento i chilometri del trasporto pubblico, oppure a riaprire la ferrovia Alessandria-Ovada.
Il dibattito ha toccato anzitutto l'accessibilità per le persone con disabilità. Serra ha ricordato la gratuità del trasporto scolastico per gli studenti con disabilità, le collaborazioni ampliate, ad esempio con la Croce Rossa Italiana, e gli interventi per rendere fermate e autobus pienamente fruibili.
Si è parlato poi di cultura: del pregiudizio che vede il trasporto pubblico come un mezzo "sposta poveri" e della necessità di educare alla mobilità nelle scuole, fin dall'infanzia. L'incontro si è chiuso con un richiamo ad Amartya Sen, per il quale la mobilità è un'espansione delle libertà personali.
