L'Associazione Cultura e Sviluppo ha concluso la sua trentesima stagione con un evento speciale dedicato all'80° anniversario della Repubblica Italiana. L'incontro ha proposto un originale intreccio tra l'analisi storica e il potere narrativo della canzone popolare.
Il parlamentare e storico Federico Fornaro, in collegamento da Roma, ha aperto la serata sottolineando il carattere "rivoluzionario" del referendum del 2 giugno 1946, definendolo un passaggio democratico unico in cui il popolo scelse la Repubblica mentre il re era ancora sul trono. Fornaro ha ribadito come le radici della nostra Costituzione affondino nell'antifascismo e nella Resistenza, ricordando inoltre l'importanza del primo suffragio universale che garantì alle donne una "cittadinanza completa".
La narrazione è stata affidata ad Alessio Lega, che attraverso la voce e la chitarra ha ripercorso i momenti chiave della storia repubblicana: dai canti partigiani ai tragici fatti di Reggio Emilia del 1960, fino alla strage di piazza Fontana. Ad accompagnarlo, le riflessioni storiche di Giorgio Barberis e Francesca Chiarotto, docenti all'Università del Piemonte Orientale. Maria Grazia Caldirola è intervenuta insieme ad Alessio Lega.
Le canzoni presentate non sono semplici intermezzi musicali, ma veri e propri strumenti di analisi storica e civile, volti a ripercorrere i momenti fondanti della Repubblica Italiana attraverso la voce dei "vinti" e dei protagonisti delle lotte sociali. Lega stesso si definisce un "cantastorie", un termine che evoca un'origine popolare e la capacità di narrare vicende che la storia ufficiale talvolta riassume o trascura.
Lega scardina l'idea della Resistenza come un lutto perenne, proponendo invece una visione vitale e gioiosa con Festa d'aprile, La Badoglieide, Fischia il vento. Il repertorio si sposta poi verso gli anni in cui la giovane Repubblica deve fare i conti con le proprie ombre e con la continuità di certi apparati statali con il passato regime: Per i morti di Reggio Emilia, Sull'amore del giovane studente e il 1968 e la nuova soggettività sociale. Le canzoni degli anni '60 riflettono un cambiamento profondo nei costumi e nella partecipazione politica: Valle Giulia, Nina te ricordi.
Sull'epica del movimento operaio e la memoria civile Lega ha eseguito I treni per Reggio Calabria, Piazza Fontana e Il sogno di Licia. Le canzoni scelte da Alessio Lega servono a ricordare che la Repubblica non è solo un assetto istituzionale, ma un percorso fatto di corpi, desideri e lotte per la verità, dove la musica popolare agisce come una sentinella per "tenere desta la memoria".
Giorgio Barberis e Francesca Chiarotto hanno offerto importanti chiavi di lettura storiche per accompagnare i brani musicali e riflettere sull'identità della Repubblica Italiana. Richiamando le parole di Matteotti e Pertini, il professor Barberis ha ribadito che il fascismo non è un'opinione ma un crimine, sottolineando come la mentalità e le strutture fasciste siano purtroppo sopravvissute all'interno della struttura dello Stato repubblicano, come dimostrato dai fatti del luglio 1960.
Francesca Chiarotto ha approfondito temi legati alla storia sociale e politica descrivendo la Resistenza come un momento di enorme liberazione per le donne, che per la prima volta uscivano di casa sfidando pregiudizi e tabù. Tuttavia, ha anche evidenziato come il loro ruolo sia stato spesso svalutato dagli stessi partigiani, che talvolta impedivano loro di sfilare per motivi di opportunità politica o mentalità patriarcale. La professoressa ha descritto anche il contesto storico per le canzoni di protesta, spiegando come le rivolte di Reggio Emilia del 1960 fossero nate dall'indignazione per il congresso del Movimento Sociale a Genova, città medaglia d'oro della Resistenza. Ha inoltre citato la strategia della tensione e stragi come quelle di piazza Fontana e piazza della Loggia come i momenti più cupi della storia repubblicana.