
Costruire legami, prendersi cura
Abitare non coincide con il semplice possesso di uno spazio, ma è un processo relazionale: significa costruire legami, prendersi cura, trasformare luoghi anonimi in spazi vissuti. Ne parleremo con l’antropologo Andrea Staid, autore del saggio Abitare illegale. Vivere ai margini in Occidente (Utet, 2026). Interverranno Fabio Scaltritti, responsabile della Comunità di San Benedetto al Porto e Alberto Mossino, operatore sociale, presidente Piam Ets, consigliere Atc (Agenzia Territoriale per la Casa Piemonte Sud). L’appuntamento è per giovedì 24 settembre alle 18 (è raccomandata la prenotazione tramite il form in fondo alla pagina).
In un contesto segnato da crisi abitative sempre più acute, gentrificazione, turismo predatorio e crescente precarietà, Abitare illegale è uno strumento critico per comprendere il presente e per immaginare forme diverse di vita urbana, fondate sulla condivisione, sull’autonomia e su un’idea di giustizia che non coincide necessariamente con la legge. Non solo un libro sulle occupazioni, sulle case vuote o sulle crepe del diritto alla proprietà ma un’indagine sociale e antropologica sul modo in cui gli esseri umani vivono lo spazio, le relazioni e l’appartenenza a una comunità mettendo in luce le contraddizioni profonde delle città contemporanee.
Andrea Staid è docente di Antropologia culturale e visuale alla Naba di Milano e allo Ied di Torino. Collabora con diverse testate giornalistiche, tra le quali “Il Tascabile” ed “Elle Decor”. Dirige per Meltemi la collana Biblioteca/Antropologia.

