Delle situazioni e degli atteggiamenti descritti nel testo, l’autore non ha inteso proporre un’immagine caricaturale ma piuttosto una rappresentazione la più fedele possibile. Non va invece attribuito alcun significato all’attribuzione di un particolare atteggiamento al docente di una particolare disciplina: l’autore non ha inteso suggerire alcun nesso tipico fra la docenza di una certa materia e un determinato atteggiamento pedagogico o valutativo: in questo senso le diverse parti sono intercambiabili tra loro. Un discorso a parte concerne invece il ruolo del dirigente scolastico: senza voler costringere la figura del dirigente scolastico in un comportamento univoco e assolutamente determinato, l’autore ha però voluto rappresentare alcuni atteggiamenti “ricorrenti” che ha riscontrato nel corso nella propria esperienza lavorativa: l’intento non è quello di denigrare la funzione, fondamentale, del dirigente, ma di illustrare le conseguenze (sul piano pedagogico) di un orientamento e di uno stile dirigenziale largamente diffusi.
PERSONAGGI
DIRIGENTE SCOLASTICO: leader pragmatica, guarda al “quadro più ampio” del semplice caso individuale; dopo tutto, deve dirigere una scuola con 900 alunni; non ama essere contraddetta.
DISEGNO E STORIA DELL’ARTE: libera professionista, insegnante part-time; non si appassiona alle minuzie docimologiche; non ritiene necessario conoscere la giurisprudenza scolastica, c’è già il dirigente per questo.
EDUCAZIONE FISICA: esigente nella sua disciplina, non ama i “secchioni”, amica dei ragazzi.
FILOSOFIA E STORIA: annoiato, disilluso e lievemente cinico; promuove tutti, non crede nel sistema.
ITALIANO: docente inesperta, non si sente sicura, segue ciecamente la collega di Latino, che ammira spassionatamente.
LATINO: per carattere e per scelta, protagonista, capace di valutare un alunno al primo sguardo, molto esigente, predilige le eccellenze, mal sopporta i colleghi.
LINGUA STRANIERA: precisa e attenta, conosce leggi e regolamenti, impegnata in varie attività extra-curricolari dell’istituto.
MATEMATICA E FISICA: indeciso, riservato al punto della timidezza (parla solo se interrogato), ma pronto ad appoggiare iniziative coraggiose di altri.
RELIGIONE: ben informato sugli aspetti didattici ed extradidattici della vita dell’istituto; esperto valutatore della condotta nonché della maturità psicologica ed etica degli allievi.
SCIENZE NATURALI: silenziosa, meticolosa, solitaria; per scelta pedagogica e per abitudine evita di dare voti al di sotto del “sei”.
INSEGNANTE TECNICO-PRATICO: esperto e sicuro, presenzia a tutti i consigli di classe dell’istituto; per questa ragione, insieme con il dirigente scolastico, cerca di garantire omogeneità dei criteri di valutazione dei consigli di classe.
Atto I, Scena 1: Deliberazione dei voti
La scena si svolge nei primi anni del XXI secolo in una cittadina del Nord Italia, in un’aula al secondo piano dell’edificio che ospita il locale liceo scientifico. In un pomeriggio di giugno i docenti componenti il consiglio di classe sono seduti intorno a un tavolo lungo e stretto formato da dieci banchi affiancati a due a due e disposti in una fila ben ordinata. A capotavola siede il dirigente scolastico. Quasi tutti i docenti hanno di fronte a sé i registri e brandiscono righelli, matite e biro di vari colori; molti fogli giacciono sparsi sul tavolo; alcuni docenti inforcano occhiali e compulsano il registro personale per conteggiare le assenze; la docente di Educazione fisica vaga per la stanza cercando il registro di classe, il docente di Filosofia legge un libro, il collega di Matematica sorseggia acqua da una bottiglietta di plastica; di quando in quando dalla finestra in fondo alla stanza entra un refolo di aria calda che solleva delicatamente alcuni fogli. Fuori dall’aula, presso un tavolo in corridoio, il bidello è assorto nella compilazione delle parole crociate.
DIRIGENTE SCOLASTICO: Ci siamo tutti? Bene, allora possiamo cominciare lo scrutinio. Lei professore trascriverà i voti sul registro, lei professoressa, che ha una bella calligrafia, scriverà le pagelle; chi scrive le schede di religione? (Rivolta al docente di Religione:) Grazie, professore, se non ci fosse lei…
Questo è lo scrutinio finale della III, no, della IV E. Cerchiamo solo di fare presto, perché questo è il mio quindicesimo scrutinio, ieri sera siamo andati avanti sino alle otto, ma stasera vorrei andare a casa prima.
ED. FISICA: Sì, anch’io vorrei finire presto: stasera ho gente a cena e devo fare ancora un po’ di spesa. Volevo fare l’insalata russa.
DIRIGENTE: Allora, vediamo i voti: ho dato un’occhiata al tabellone che mi avete consegnato, ma ho visto che ci sono ancora molti mezzi voti e situazioni non definite. Per esempio, Asparagini ha un 5 ½ di Storia e un 6 ½ di Filosofia: facciamo 6 e 6?
FILOSOFIA-STORIA: Va bene.
DIRIGENTE: Poi, Banditelli ha 5/6 di Fisica e 8 ½ di Educazione fisica: compensiamo?
ED. FISICA: Mah, veramente, io stavo pensando di dargli 9.
DISEGNO-STORIA DELL’ARTE: Io gli ho tolto ¼ di punto facendo la media: se possiamo metterlo sul voto di Fisica, per me va bene.
MATEMATICA-FISICA: Sì, d’accordo.
DIRIGENTE: Invece, Secchiellini ha tutti 9 tranne un 7 di Lingua straniera e un 7 di Educazione fisica che gli rovinano la media: professori, proprio non possiamo fare nulla?
LINGUA STRANIERA: Da me no, Secchiellini studia come un’indemoniata, ma non ha alcun talento per le lingue. Ho fatto diverse verifiche, ormai ho un’idea precisa della sua preparazione.
ED. FISICA: Beh, se è per la media, io posso portarla a 9, anche se non è molto brillante, a volte non si cambia nemmeno per fare ginnastica. Però ha studiato molto bene la teoria.
DIRIGENTE: Grazie, professoressa, vedo che lei capisce la mia esigenza. Mancano comunque ancora due punti per fare media.
SCIENZE: Io le ho dato 9, però le potrei dare anche 10, studia moltissimo.
LATINO (In tono sarcastico): Peccato che la scala numerica arrivi solo fino a 10, allora.
DIRIGENTE (Rivolto al docente di Storia): Lei che dice, professore: possiamo darle un 10, di Storia o di Filosofia?
FILOSOFIA-STORIA: Francamente, un 10 mi sembra un po’ troppo. A parte il fatto che sua madre mi assilla quando viene alle udienze ? è un tipo aggressivo, fa la commercialista, e già mi sta antipatica per questo ? poi comunque questa ragazza studia tutto a memoria: tutti i nomi, le battaglie, le date, anche le più insignificanti. Senza contare che per la Filosofia proprio non ha la testa, recita come una macchinetta la vita e i titoli delle opere dei filosofi. Per lei sono tutti uguali: Kant, Giordano Bruno, Cartesio…
LATINO: Allora perché le hai dato 9, scusa?
FILOSOFIA-STORIA: Mah, perché in fondo studia tanto, prende sempre appunti, non chiacchiera mentre spiego, come fanno quasi tutti gli altri. Poi si esprime in italiano corretto, cosa eccezionale al giorno d’oggi.
LATINO: Su questo ti do ragione.
DISEGNO-STORIA DELL’ARTE: Io le ho dato 9, ma posso darle 10 tranquillamente: sa benissimo tutti i riassunti delle vite degli artisti; per non parlare dell’analisi delle opere, riesce a ripetere per filo e per segno persino le didascalie del libro di testo. Una ragazza eccezionale.
DIRIGENTE: Benissimo. Grazie professoressa. E anche questo è risolto.
Adesso invece abbiamo un caso più complicato: vedo che Allegrucci ha 4 di Latino, 5 di Storia, 5 ½ di Fisica e 4 ½ di Matematica. Cominciamo da questi mezzi voti: facciamo 6 e 5? Che cosa ne dice il professore di Matematica?
MATEMATICA-FISICA: Mah, veramente non saprei.
Ha avuto 3 e 4 di Matematica tutto l’anno, poi nel mese di maggio si è messo a studiare tutto a memoria e ho finito per dargli 4 ½. Non so, dite anche voi… Qualcuno gli ha regalato qualcosa?
SCIENZE: Da me ha un 6 più più (con due “più”): potrei dargli solo 6 sulla pagella.
DISEGNO-STORIA DELL’ARTE: Da me ha 6 ½ , pensavo di dargli 7 ma potrei dargli 6 così quel mezzo punto glielo mettiamo in Matematica.
DIRIGENTE: Bene, allora. (Poi, rivolta al prof. di Matematica:) E’ d’accordo, professore?
MATEMATICA-FISICA: Sì, per me potrebbe andar bene, ma allora Fisica forse dovrebbe rimanere 5.
DIRIGENTE: Però, scusi, se era un 5½, non era una vera insufficienza. Era praticamente 6.
MATEMATICA-FISICA: Beh, diciamo che l’avevo aiutato anche di Fisica; anche qui si è messo a studiare all’ultimo momento. Nel primo quadrimestre aveva 4 anche di Fisica, poi qualcosa ha fatto, l’ultima verifica era quasi sufficiente, sperando che non l’abbia copiata. Perché in effetti questi ragazzi sono furbi, poi questa classe è in un’aula piccolissima, tutti attaccati l’uno all’altro, non si riesce proprio a fare un compito come si deve.
LATINO: Sì, è vero, infatti io li porto sempre in aula magna, oppure preparo due o tre compiti diversi. Però, scusa, se non sei sicuro dell’attendibilità delle prove, come fai a valutarlo?
MATEMATICA-FISICA: No, non esageriamo. Io non ho detto che le prove non sono attendibili, dico solo che a volte i ragazzi copiano i compiti e noi non ce ne accorgiamo, può capitare, no?
LATINO: A me non capita: basta stare attenti o prendere delle precauzioni, cioè, volevo dire… Insomma, avete capito.
(seguono risate e commenti a bassa voce)
MATEMATICA-FISICA (agitandosi sulla sedia): Comunque, dopo due anni che li conosco, e con quindici anni di esperienza, saprò ben valutare questi ragazzi! Non è un compito copiato che può fare la differenza. Questo è un ragazzo che ha poca voglia di studiare, ma è sveglio, simpatico; mi ha anche detto che vuole iscriversi a giurisprudenza, quindi che cosa gli potrà mai servire sapere la matematica?Che poi, scusate, non è che nelle altri classi abbiamo fatto diversamente: abbiamo promosso certa gente, che non avrebbe neanche dovuto essere qui, in questa scuola. Non erano ragazzi da liceo scientifico.
LINGUA STRANIERA: Scusate se mi intrometto, ma questo ragazzo aveva dei debiti? Mi pare che l’anno scorso abbiamo già fatto questa stessa discussione…
INSEGNANTE TECNICO-PRATICO: Un attimo che controllo… Sì, qui risultano debito formativo di Matematica, debito di Fisica e debito di Latino.
LINGUA STRANIERA: E li ha recuperati?
MATEMATICA-FISICA (agitandosi ancora di più): Mah, sì, potremmo dire di sì. All’inizio dell’anno mi aveva detto che era andato a lezione; aveva cominciato abbastanza bene.
LINGUA STRANIERA: Quindi abbiamo delle prove scritte, o comunque degli accertamenti da cui risulta che ha superato i debiti.
MATEMATICA-FISICA: No, prove scritte no. L’ho sentito alla lavagna, mi pareva abbastanza preparato, aveva studiato tutte le formule.
D’altra parte, se stiamo a guardare, metà degli alunni di questa classe dovrebbero avere il debito di Matematica: non solo fanno errori di calcolo, ma proprio non sanno risolvere i problemi; quando facciamo un compito devo sempre aiutarli, non sono assolutamente autonomi. Hanno studiato la regola, ma non capiscono quando devono applicarla: devo intervenire io, altrimenti è un macello!
LATINO (Un po’ acida): Questa è davvero una bella scoperta! Scusa, collega, ma hai considerato che l’anno prossimo avranno l’esame di Stato: pensi di aiutarli anche allora? E se tu non fossi in commissione, come faranno allora ad affrontare la seconda prova scritta?
MATEMATICA-FISICA: In effetti ci ho pensato, però abbiamo ancora un anno di tempo; comunque non sarebbe né la prima né l’ultima volta che qualcuno li aiuta a fare il compito. In tutti i licei scientifici sono piazzati così.
RELIGIONE: Non solo gli scientifici. Ho sentito dire che al liceo classico c’è un professore di Latino e Greco che traduce il testo della versione e poi la passa agli studenti.
DIRIGENTE (sogghigna ironico): Ah, ecco perché hanno sempre tutti dei voti così alti! Ora però, possiamo tornare al caso che stavamo discutendo? Mi sembra che tutto considerato Allegretti se la caverà anche quest’anno: con 5 di Matematica e 6 di Fisica, restano il 5 di Storia e il 4 di Latino. Storia non mi pare un problema, che ne dice professore? Per Storia, non c’è molto da capire, sia detto senza offesa: basta studiare; quindi l’anno prossimo può recuperare.
FILOSOFIA-STORIA: Se lo dice lei… Comunque non vedo la necessità di bocciarlo, tanto nel giro di qualche anno saranno tutti disoccupati, sia i promossi che i bocciati.
DIRIGENTE: Professoressa, e per Latino, che cosa mi dice?
LATINO (Un po’ fredda, il labbro contratto): Questo ragazzo non ha recuperato il debito formativo contratto lo scorso anno; non padroneggia le strutture morfo-sintattiche della lingua latina, non riconosce un ablativo assoluto, non possiede un lessico adeguato, non sa nemmeno usare il dizionario. L’ho messo davanti a un brano di Cesare ? dico: Cesare, non dico Tacito o Cicerone ? e non ha saputo cavarne nulla.
Di togliergli il debito di Latino, non se ne parla neanche. Tanto più che non ha recuperato il debito dello scorso anno. Anzi, secondo me dovremmo fermarlo, con quattro materie insufficienti.
DIRIGENTE: Qui si sta facendo tardi. Allora, la professoressa di Latino vuole bocciarlo, che cosa dicono gli altri?
LATINO (Molto fredda, il labbro rigido): No, scusi preside, questo non è giusto. Non sono io che “voglio bocciarlo”. Mi risulta che il collegio dei docenti abbia stabilito che con quattro materie insufficienti non si può ammettere un alunno alla classe successiva, e qui abbiamo un caso di un alunno che è stato presentato allo scrutinio con quattro insufficienze, di cui due gravi. Non mi sembra che ci sia molto da discutere.
LINGUA STRANIERA: Teniamo conto anche del fatto che non ha recuperato il debito di Latino, e forse nemmeno quelli di Fisica e di Matematica.
MATEMATICA-FISICA: No, per Fisica posso garantire, aveva recuperato tutto.
SCIENZE: Scusate, ma questo Allegretti è parente di quella Allegretti che si è diplomata l’anno scorso?
DISEGNO-STORIA DELL’ARTE: Sì, è il fratello.
SCIENZE: Ah, ecco. Beh, la sorella era molto brava: attenta, diligente, precisa.. Anche una bella ragazza.
DISEGNO-STORIA DELL’ARTE: Anche lui è un bel ragazzo, simpatico, spigliato, spiritoso. Non vorrete mica bocciarlo? Sua madre ne farebbe una malattia: viene sempre alle udienze, prende anche degli appunti.
RELIGIONE: La famiglia deve avere una convenzione con il professor Scapicchioni: sono otto anni che i figli vanno a lezione di Latino, quasi tutte le settimane, per tutto l’anno, a parte forse il mese di agosto.
LATINO: Non è che gli sia servito a molto. Anche se so che Scapicchioni è molto quotato: è pieno di lezioni, non so come faccia.
DISEGNO-STORIA DELL’ARTE (Rivolta al collega di Religione): Quindi tu conosci la famiglia; che tipi sono?
RELIGIONE: Li conosco appena, poco più che di vista: brave persone, ci tengono che i ragazzi facciano bene a scuola. La femmina si è iscritta a medicina, il maschio andrà a lavorare con il padre, che ha un’impresa di costruzioni, o qualcosa di simile.
LINGUA STRANIERA: Ma non doveva iscriversi a giurisprudenza?
DIRIGENTE (dando segni di impazienza): Se non vi dispiace, dovremmo prendere una decisione. Siamo tutti d’accordo per la promozione con il debito di Latino?
LATINO: Niente affatto: aveva il debito di Latino, di Storia e di Matematica. O il consiglio ha già cambiato i voti?
DIRIGENTE: Allora, visto che la professoressa di Latino insiste, a questo punto abbiamo due possibilità. Ve le espongo, poi mi dite quale preferite.
Prima possibilità: il voto di consiglio. Il consiglio modifica i voti proposti dai colleghi, quindi il 5 di Matematica e il 5 di Storia diventano 6 di Matematica e 6 di Storia, e verbalizziamo che è stato “aiutato”. Rimane un 4 di Latino, che a parere della professoressa. di Latino è dovuto a lacune gravi; (poi, rivolto alla prof.ssa di Latino🙂 però professoressa, me le deve motivare per iscritto con un giudizio ben preciso e dettagliato. (Quindi, rivolto a tutto il consiglio:) E a questo punto, con una sola materia insufficiente, non vedo ragioni per non ammetterlo alla classe successiva. Vi ricordo che il voto di profitto non deve avere carattere punitivo, e in fondo mi pare che questo alunno si sia impegnato, anche se forse un po’ tardivamente. Certo, rimane la lacuna in Latino, però a volte può succedere che un ragazzo non riesca tanto a intendersi con un docente, specie se molto capace e molto esigente, come la nostra professoressa, che è molto preparata, lo dicono tutti, ma anche molto severa.
Vi espongo poi la seconda possibilità, anche se vi dico subito che preferirei non percorrerla, visto che una votazione e un consiglio diviso non fanno una buona impressione sul verbale, e aprono la porta a eventuali ricorsi. Sapete come sono i genitori, oggi. L’anno scorso abbiamo avuto una grana che non vi dico! Arriva l’ispettore, e non considera se uno lavora bene o male, guarda invece le minuzie, le cose più insignificanti: se avete segnato il recupero, se avete fatto abbastanza interrogazioni, se avete motivato i giudizi di insufficienza, e così via.
Comunque, la seconda possibilità è di lasciare sul verbale le tre insufficienze (5 di Matematica, 5 di Storia e 5 di Latino) e di votare per la promozione con tre debiti formativi.
Che ne dite?
LINGUA STRANIERA: Io dico che le insufficienze erano quattro, all’inizio di questa discussione, e ora sono tre, di cui nessuna grave. Che cos’è successo? Chiederei al collega di Matematica se ha cambiato le sue proposte di voto, oppure se è il consiglio che deve pronunciarsi.
MATEMATICA-FISICA: Mah, tutto considerato io lascerei il 6 di Fisica, dove comunque basta studiare, e metterei 4 di Matematica, anche per mandare un segnale al ragazzo. Che tra l’altro ha fatto anche molte assenze, quindi va punito.
LINGUA STRANIERA: Scusa, ma che cosa c’entrano le assenze con il voto di profitto?
Comunque, a questo punto la situazione è di tre proposte di voto insufficiente: 4 di Matematica, 5 di Storia, 4 di Latino. Io direi di accogliere queste proposte di voto: dopo tutto, i docenti sono i migliori giudici delle loro materie.
DIRIGENTE: D’accordo, i docenti sono i migliori giudici del profitto nelle loro materie, c’è libertà didattica e tutto il resto, però ricordo al consiglio che nelle decisioni dello scrutinio finale vige il principio della collegialità, quindi quella dei docenti è solo una proposta di voto, sulla quale è il consiglio ad avere l’ultima parola.
FILOSOFIA-STORIA: Io sono per rispettare il voto dei singoli docenti. Se cominciamo a cambiare i voti degli altri colleghi, allora è finita. Già non capisco che cosa ci sto a fare io, qui; se poi mi cambiate anche i voti, allora tanto vale che me ne vada a casa.
RELIGIONE: O che tu beva la cicuta, come il tuo amico Socrate.
FILOSOFIA-STORIA: No, caro, quella la lascio a te.
RELIGIONE: Comunque, anch’io sono contrario a cambiare i voti dei colleghi.
MATEMATICA-FISICA: Anch’io.
DISEGNO-STORIA DELL’ARTE: Io pure. Rispettiamo il principio della libertà di insegnamento.
SCIENZE: Sono d’accordo.
DIRIGENTE (Visibilmente irritato): Come volete. Allora a questo punto dobbiamo votare per la ammissione o la non ammissione. Vi ricordo che la valutazione è un procedimento amministrativo e in questa circostanza noi operiamo come pubblici funzionari incaricati di pubblico servizio, quindi la votazione, una volta svoltasi, non può essere ripetuta e dobbiamo accettare il suo risultato. Prima di votare vi invito allora a esprimere informalmente la vostra opinione, tanto per sapere dove andiamo a parare.
ED. FISICA: Io sono per la promozione: l’alunno non ha mai fatto assenze, fa gli esercizi, frequenta il gruppo sportivo, si è sempre comportato bene, quindi…
FILOSOFIA-STORIA: Io ho già detto che non vedo ragioni per non ammetterlo.
LINGUA STRANIERA: No, aspettate un momento. Mi sembra che ci sia un equivoco. Noi dobbiamo prendere una decisione collegiale circa la valutazione della preparazione dell’alunno: dobbiamo cioè valutare, in primo luogo, se l’alunno ha raggiunto gli obiettivi formativi e di contenuto stabiliti dalla programmazione del consiglio di classe, e mi pare evidente che non li abbia raggiunti: 4 di Latino, 4 di Matematica, 5 di Storia.
Dobbiamo valutare, in secondo luogo, se possa raggiungere tali obiettivi in tempi ragionevoli e compatibili con l’impegno richiesto dallo studio del prossimo anno, che tra l’altro sarà anche l’anno dell’esame di Stato: se consideriamo che già l’anno passato è stato promosso con tre debiti formativi, due dei quali non è stato in grado di colmare (Latino e Matematica), mi sembra impossibile che possa, nel corso dell’estate, colmare gli attuali debiti. (Aggiunge, rivolto al docente di Matematica:) Dico bene, collega? (Il docente di Matematica allarga le braccia e sospira).
In terzo luogo, dobbiamo stabilire se, date queste lacune nella sua preparazione complessiva, l’alunno possa, cito la normativa, “seguire proficuamente il programma di studi” del prossimo anno: sulla base di quanto abbiamo appena detto, se non studia Storia, e se non è in grado di seguire gli insegnamenti di Matematica e di Latino del quarto anno, figuriamoci se può prepararsi adeguatamente a conseguire gli obiettivi del quinto anno. Proprio non vedo come possa arrivare preparato all’esame.
Ecco, se non valutiamo tutti questi elementi, non pronunciamo un giudizio legittimo, né sul piano pedagogico né sul piano giuridico.
DIRIGENTE (Sfoggiando un sorriso ironico): La professoressa di Lingua straniera ne fa una questione di principio, ma noi facciamo un discorso molto più terra-terra: lo promoviamo o no?
E poi, scusate, lo avete portato in quarta, anche se non sapeva Latino né Matematica, e non aveva voglia di studiare, e adesso volete bocciarlo? Dovevate pensarci prima. Ormai lo dobbiamo mandare avanti, andrà in quinta e vedrà se è il caso di impegnarsi; poi, all’esame, qualche santo provvederà, o eventualmente ci penserà la commissione a bocciarlo.
LATINO: Eh no, questo non lo accetto! L’anno scorso lo avremmo bocciato, ma i colleghi qui presenti, che non danno mai un’insufficienza perché sono tanto più comprensivi di me, o forse perché in questo modo non devono preoccuparsi di fare i corsi di recupero, i colleghi, dicevo, lo hanno promosso e adesso ce lo ritroviamo impunito in quarta e dovremmo sentirci obbligati a portarlo in quinta. E’ inaudito! Cosa dice il mio collega di Matematica?
MATEMATICA-FISICA: In effetti non mi sembra giusto promuoverlo, anche per un riguardo verso i compagni che hanno studiato, che hanno sempre frequentato le lezioni. Io sarei per la non promozione.
ITALIANO: Anch’io. Benché di Italiano non vada poi male, il Latino è importante: è alla base della lingua italiana, della nostra tradizione umanistica, oggi tanto bistrattata, non so se mi spiego. E poi la pratica della traduzione insegna a ragionare. Quindi credo che si debba fermare, come hanno detto i miei colleghi.
DISEGNO-STORIA DELL’ARTE: Mi avete convinto: voto per la non ammissione. Però sbrighiamoci, su.
RELIGIONE: Io invece voto per la promozione. Mi pare un ragazzo posato e maturo per la sua età.
SCIENZE NATURALI: Nella mia materia è sufficiente, quindi io voto per l’ammissione.
INSEGNANTE TECNICO-PRATICO: Nelle altre quarte, con due 4 e un 5 abbiamo votato per la promozione, qui non possiamo far diversamente, anche se da quel che avete detto questo ragazzo si meriterebbe la bocciatura. Io voto per l’ammissione.
LATINO: Scusa, ma com’è che voti anche tu? Quante volte sono venuti in laboratorio questi ragazzi: due volte in tutto l’anno? Come fai a conoscerli e a esprimere un giudizio?
MATEMATICA-FISICA: In effetti quest’anno ho potuto portarli in laboratorio una volta sola, per due ore: sai, con tutte le interruzioni, le gite, le assemblee, non ho mai tempo per finire il programma.
INSEGNANTE TECNICO-PRATICO (Molto irritato): Io sono in questa scuola da venticinque anni, partecipo a tutti gli scrutini e ho sempre votato; e poi, dal 2000, il Ministero ha chiarito che gli insegnanti tecnico-pratici fanno parte a pieno titolo del consiglio di classe.
Come ti permetti di dire che non devo votare? Anzi, io sono l’unico, oltre al preside, che assiste a tutte le discussioni e le decisioni, quindi so che cosa succede nelle altre sezioni. Robe da matti! Questa qui arriva fresca fresca da Voghera e dice che non devo votare. Ma dove siamo?
LINGUA STRANIERA: Sì, d’accordo, hai ragione, devi votare, però stiamo attenti: nello scrutinio della classe terza, poco fa, abbiamo bocciato un ragazzo che aveva tre materie insufficienti come questo, però quello non faceva Religione, quindi non aveva il voto favorevole del collega. Vi sembra giusto?
DIRIGENTE: Giusto o non giusto, è la legge: tutti i docenti componenti il consiglio di classe hanno diritto di voto. Quel ragazzo poteva pensarci prima e studiare di più, o avvalersi dell’insegnamento di Religione. Fine della discussione.
Allora, votiamo. Leggo i vostri nomi e voi dichiarate il vostro voto. (Legge i nomi in ordine alfabetico e raccoglie le dichiarazioni di voto).
Quindi, si pronunciano contro l’ammissione i docenti di Disegno e storia dell’arte, di Italiano, di Latino, di Lingua straniera, di Matematica e Fisica; votano invece a favore dell’ammissione alla classe V i docenti di Educazione fisica, di Filosofia e Storia, di Religione, di Scienze naturali e l’Insegnante tecnico-pratico; più la sottoscritta, che vota a favore della promozione. Sei a cinque, l’alunno è promosso alla classe quinta.
Come vede, professoressa, l’alunno sarebbe stato promosso anche senza il voto del collega di Religione.
Se trascrivete i voti sul registro e sulle pagelle, possiamo andare a casa.
Grazie a tutti.
poi riepiloga questioni in forma di spunti per la discussione.
1) legittimità giuridica (intesa come conformità dell’operato del C.d C al dettato delle varie leggi e regolamenti: precisa quali)
NOTA BENE [vd documento gilda]: Ai sensi della Legge 07.08.1990, n. 241 modificata e integrata dalla legge 15 maggio 1997, n. 127 concernente le Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi, il procedimento di valutazione, come un vero e proprio procedimento amministrativo, deve:
a) trasparenza [vd statuto studenti 1990 e nuova redazione 2007 (?) con patto di corresponsabilità; ma vd anche legge 241/1990 modificata poi da 127/1997], ovvero
a1: essere legittimo, ossia eseguito nel rispetto della normativa vigente
a2: riportare i termini entro cui il procedimento si svolge e si conclude
a3: individuare la responsabilità di tutti gli organi che vi sono implicati:
a4: essere trasparente e quindi soggetto al diritto di accesso a tutti i documenti di cui
esso è composto:
a5: essere motivato, ossia gli organi attori del procedimento hanno l’obbligo di motivare le scelte effettuate;
b) opportunità di recupero
c) collegialità [chiarisci]
2) legittimità deontologica (abbiamo DAVVERO fatto quanto avremmo dovuto? chiarisci di che si tratta)
RIFERIMENTI NORMATIVI:
a) NOTA CHE tutto risale ai decreti delegati: i decreti delegati nn. 416, 417, 418, 419, 420 emanati con D.P.R. 31 maggio 1974 e ora integralmente confluiti nel Testo unico delle leggi sulla scuola (D.Lgs. 297/94), contengono norme giuridiche riguardanti:
? istituzione e riordinamento di organi collegiali della scuola di ogni ordine e grado;
? stato giuridico del personale della scuola statale;
? corresponsione di un compenso per lavoro straordinario al personale scolastico;
? sperimentazione e ricerca educativa, aggiornamento culturale e professionale;
? stato giuridico del personale non insegnante statale delle scuole.
I decreti delegati impostano in modo nuovo la professionalità dei docenti, definiscono il loro ruolo e creano nuovi organismi di gestione a livello nazionale (Consiglio Nazionale della P.I., I.R.S.S.A.E., distretti scolastici). Nelle intenzioni del legislatore, la scuola dovrebbe diventare una struttura non più verticistica ma orizzontale in cui l’organizzazione ed il funzionamento, sul piano amministrativo e sul piano didattico ed educativo, sono affidati ad organi a carattere collegiale democratico che, nel rispetto delle competenze di ciascuno, assicurano la partecipazione di tutta la comunità scolastica alla vita della scuola.
b) dal Testo unico delle leggi sulla scuola (D.L. 297/1994), art. 5, risulta che nella secondaria di 2o grado il consiglio di classe è l’organo collegiale costituito da tutti i docenti di una classe più due rappresentanti dei genitori e due rappresentanti degli studenti. Per quanto attiene allo scrutinio finale, il potere decisionale sulla valutazione degli studenti (es. promozione o bocciatura) spetta all’intero Consiglio di classe che valuta e decide (ufficialmente: delibera) su proposta del singolo docente. Questo significa che fanno parte del consiglio di classe anche il docente di religione (con diritto di voto per gli alunni avvalentesi) e il docente tecnico-pratico (con diritto di voto: vd Legge n. 124 del 3.5.99, e relativa circolare n. 28 del 3.2.2000) ed eventualmente il docente di sostegno.
Dallo stesso Testo unico (D.L. 297/1994) risulta, per quanto riguarda gli scrutini, quanto segue:
Art. 193 – Scrutini finali di promozione, esami di idoneità ed esami integrativi
(modificato dal D.L. 28/6/1995 n. 253 convertito con modificazioni dalla Legge 8/8/1995 n. 352)
1. I voti di profitto e di condotta degli alunni, ai fini della promozione alle classi successive alla prima, sono deliberati dal consiglio di classe al termine delle lezioni, con la sola presenza dei docenti. La promozione è conferita agli alunni che abbiano ottenuto voto non inferiore ai sei decimi in ciascuna disciplina o in ciascun gruppo di discipline ed otto decimi in condotta. Gli studenti che al termine delle lezioni, a giudizio del consiglio di classe non possano essere valutati, per malattia o trasferimento della famiglia, sono ammessi a sostenere, prima dell’inizio delle lezioni dell’anno scolastico successivo, prove suppletive che si concludono con un giudizio di ammissione o non ammissione alla classe successiva.
[…]
Art. 193 bis – Interventi didattici ed educativi
(introdotto dal D.L. 28 giugno 1995 n. 253 convertito con modificazioni dalla Legge 8 agosto 1995 n. 352)
1. Al fine di assicurare il diritto allo studio per tutti gli studenti, il collegio dei docenti e i consigli di classe, nell’ambito delle rispettive competenze, adottano le deliberazioni necessarie allo svolgimento di interventi didattici ed educativi integrativi, coerenti con l’autonoma programmazione d’istituto e con i piani di studio disciplinari ed interdisciplinari, da destinare a coloro il cui livello di apprendimento sia giudicato, nel corso dell’anno scolastico, non sufficiente in una o più materie. In funzione delle necessità degli studenti, il collegio dei docenti e i consigli di classe, nell’ambito delle rispettive competenze, deliberano che vengano svolte anche attività di orientamento, attività di approfondimento, attività didattiche volte a facilitare eventuali passaggi di indirizzo, nonché interventi nei confronti degli studenti di cui al comma 3.
2. I criteri di svolgimento degli interventi di cui al comma 1 sono stabiliti, su proposta del capo di istituto, in base alle indicazioni formulate dai consigli di classe, dal collegio dei docenti e dal consiglio di istituto, secondo le rispettive competenze. Il collegio dei docenti effettua verifiche periodiche sull’efficacia dei suddetti interventi sulla base degli elementi forniti dai consigli di classe e dai docenti interessati, anche al fine di apportarvi le necessarie modifiche. Il collegio dei docenti stabilisce altresì i criteri generali per la valutazione degli studenti in sede di scrutinio finale.
3. Per gli studenti che siano stati promossi alla classe successiva pur non avendo pienamente conseguito, in una o più discipline, gli obiettivi cognitivi e formativi previsti dagli ordinamenti degli studi, in sede di valutazione finale il consiglio di classe delibera l’obbligo di frequentare, nella fase iniziale delle lezioni, le attività per essi previste nella programmazione di classe, limitatamente all’avvio dell’anno scolastico 1995-1996.
4. Il consiglio di istituto, con propria delibera, approva annualmente un piano di fattibilità degli interventi didattici ed educativi integrativi, accertando tutte le risorse a tal fine disponibili anche sulla base dei finanziamenti di cui al comma 6.
5. Le attività di cui ai commi 1 e 3, ivi compresi gli interventi didattici ed educativi integrativi, sono svolte dai docenti degli istituti. I criteri e le modalità per la retribuzione delle prestazioni aggiuntive dei docenti sono definiti in sede di contrattazione collettiva nazionale.
6. La ripartizione dei finanziamenti disponibili per gli interventi didattici ed educativi integrativi di cui al comma 1, primo periodo, si effettua annualmente con decreto del ministro della Pubblica Istruzione per l’assegnazione su base provinciale; la ripartizione fra le unità scolastiche si effettua con decreti dei provveditori agli studi.
7. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche agli istituti e scuole di istruzione secondaria superiore all’estero, nei limiti dei finanziamenti ad essi destinati e con gli adattamenti richiesti dalle particolari esigenze locali.
Sul ruolo dei docenti tecnico-pratici:
C.M. N. 28 DEL 3.2.2000
OGGETTO: Legge 3.5.99, n. 124 – Disposizioni urgenti in materia di personale scolastico. Insegnanti tecnico-pratici
Com’è noto, l’art. 5 della legge indicata in oggetto, nel modificare l’art. 5 del Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione, approvato con D.Lvo. 16.4.94, n. 297, ha previsto una nuova disciplina per gli insegnanti tecnico-pratici, relativamente ai seguenti profili:
– gli insegnanti tecnico pratici, anche quando il loro insegnamento si svolge in compresenza, fanno parte, a pieno titolo e con pienezza di voto deliberativo, del consiglio di classe;
– le proposte di voto per le valutazioni periodiche e finali relative alle materie il cui insegnamento è svolto in compresenza sono autonomamente formulate, per gli ambiti di rispettiva competenza didattica, dal singolo docente, sentito l’altro insegnante. Il voto unico, poi, viene assegnato dal consiglio di classe sulla base delle proposte formulate nonché? degli elementi di giudizio forniti dai due docenti interessati.
Sul voto degli insegnanti di religione, PROBLEMA:
secondo il D.L. n. 297/1994 qualora il CdClasse debba procedere a votazione per decidere la promozione o non promozione di un alunno (avvalentesi), il voto dell’insegnante di religione deve essere preso in considerazione soltanto se esso non è determinante per la decisione finale. Nel caso invece in cui il suo voto risultasse determinante per la decisione finale, allora detto voto non verrebbe considerato e diverrebbe ?un giudizio motivato scritto a verbale?. Tuttavia la giurisprudenza successiva al 1990 (quando viene resa esecutiva l’intesa del nuovo concordato) ha stabilito un’altra interpretazione delle lettera del testo dell’intesa fra Stato e C.E.I., ovvero quella per cui il voto dell’insegnante di religione è valido (anche quando è determinante), ma dev’essere motivato con adeguata verbalizzazione.
Decreto Legislativo. 16.4.94, n. 297, Art. 309
3. I docenti incaricati dell’insegnamento della religione cattolica fanno parte della componente
docente negli organi scolastici con gli stessi diritti e doveri degli altri docenti, ma partecipano alle
valutazioni periodiche e finali solo per gli alunni che si sono avvalsi dell’insegnamento della
religione cattolica. Nel caso in cui il Consiglio di classe deve procedere alla votazione per decidere
la promozione o meno di un alunno il voto dell’insegnante di religione cattolica viene preso in
considerazione soltanto se esso non è determinante per la decisione finale. Nel caso ciò
accadesse, ossia nel caso in cui il suo voto risultasse determinante per la decisione finale, allora
detto voto non verrebbe considerato e diverrebbe ?un giudizio motivato scritto a verbale?. Questa
è stata l’interpretazione letterale data dal Ministero al dettato del Concordato.
Cita infatti testualmente in proposito il paragrafo 2.7. del Protocollo d’intesa tra Vaticano e
Stato italiano:
Par. 2.7.
Nello scrutinio finale, qualora la normativa richieda una deliberazione da adottarsi a maggioranza,
il voto espresso dall’insegnante di religione cattolica, se determinante, diviene un giudizio
motivato scritto a verbale.
Ricorda inoltre la sentenza del TAR Toscana 2005::
T. A. R. Toscana. Sezione Prima. Sentenza 3 novembre 2005, n. 5528: “Insegnanti di religione: il voto espresso in sede di giudizio finale, se determinante, diviene giudizio motivato, computabile ai fini del punteggio costitutivo della maggioranza”.
Ai sensi del punto 2.7 dell'”Intesa tra autorità scolastica italiana e Conferenza Episcopale italiana per l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche”, resa esecutiva dal d.P.R. n. 202 del 23 giugno 1990, il voto del docente di religione nello scrutinio finale, ove determinante, si trasforma in giudizio motivato, senza tuttavia per ciò perdere, secondo quanto già rilevato dalla giurisprudenza amministrativa (Tar Puglia, sez. Lecce, I, 5 gennaio 1994, n. 5; Tar Toscana, sentenza 20 dicembre 1999, n. 1089), il suo carattere decisionale e costitutivo della maggioranza. [da www.olir.it, sito dell’osservatorio delle libertà ed istituzioni religiose]
Regio Decreto 1925, modificato dal Regio Decreto n. 2049 del 21/11/1929:
Art. 79
Il voto di profitto nei primi due trimestri si assegna separatamente per ogni prova nelle materie a più prove e per ogni singolo insegnamento nelle materie comprendenti più insegnamenti.
Nello scrutinio dell’ultimo periodo delle lezioni il voto è unico per ciascuna delle materie di cui alla tabella A.
I voti si assegnano, su proposta dei singoli professori, in base ad un giudizio brevemente motivato desunto da un congruo numero di interrogazioni e di esercizi scritti, grafici o pratici fatti in casa o a scuola, corretti e classificati durante il trimestre o durante l’ultimo periodo delle lezioni.
Se non siavi dissenso, i voti in tal modo proposti s’intendono approvati; altrimenti le deliberazioni sono adottate a maggioranza, e, in caso di parità, prevale il voto del presidente. (*)
(*) Nota: modificato dall’art.2, cc. 3 e 4, del RD 21 novembre 1929, n. 2049, Modificazioni al regolamento sugli esami per gli istituti medi di istruzione, circa la suddivisione dell’anno scolastico
vd anche: ORDINANZA MINISTERIALE n. 90 (prot.4042), Roma, 21 maggio 2001:
Norme per lo svolgimento degli scrutini e degli esami nelle scuole statali e non statali di istruzione elementare, media e secondaria superiore – Anno scolastico 2000-2001.
Art. 13, comma 3:
Art.13
Scrutini finali
1. Le istituzioni scolastiche, a norma dell’art.4 del Regolamento dell’autonomia, individuano le modalità e i criteri di valutazione degli alunni, nel rispetto della normativa nazionale e i criteri di riconoscimento dei crediti e di recupero dei debiti scolastici, riferiti ai percorsi dei singoli alunni.
2. Gli scrutini finali e le valutazioni periodiche e finali negli istituti di istruzione secondaria superiore hanno luogo e sono pubblicati entro i termini stabiliti dai dirigenti scolastici, sentito il collegio dei docenti, come previsto dall’ordinanza ministeriale n.134 del 2.5.2000, relativa al calendario scolastico.
3. Il collegio dei docenti determina i criteri da seguire per lo svolgimento degli scrutini al fine di assicurare omogeneità nelle decisioni di competenza dei singoli consigli di classe.
4. Per la formulazione dei giudizi e l’assegnazione dei voti di profitto e di condotta, si richiamano i criteri di cui alle norme dell’art.78 e dell’art.79 del R.D. 4.5.1925, n. 653, sostituito dall’art.2 del R.D. 21.11.1929, n. 2049, nonché, per la parte relativa all’incidenza del voto di condotta, le norme di cui al D.P.R.n.249/1998, citato nel preambolo.
5. Nei confronti degli alunni che presentino un’insufficienza non grave in una o più discipline, comunque non tale da determinare una carenza nella preparazione complessiva, il consiglio di classe, prima dell’approvazione dei voti, sulla base di parametri valutativi stabiliti preventivamente, procede ad una valutazione che tenga conto:
a) della possibilità dell’alunno di raggiungere gli obiettivi formativi e di contenuto propri delle discipline interessate nei tempi e con le modalità stabilite dal consiglio di classe per accertare il superamento delle carenze formative riscontrate (debito formativo);
b) della possibilità di seguire proficuamente il programma di studi nell’anno scolastico successivo. In particolare tali alunni sono valutati sulla base delle attitudini ad organizzare il proprio studio in maniera autonoma ma coerente con le linee di programmazione indicate dai docenti. Nel caso di promozione così deliberata, il preside comunica, per iscritto, alla famiglia le motivazioni delle decisioni assunte dal Consiglio di classe, nonché un dettagliato resoconto sulle carenze dell’alunno, indicando anche i voti proposti dai docenti in sede di scrutinio nella disciplina o nelle discipline nelle quali l’alunno non ha raggiunto totalmente la sufficienza.
Massimo Cellerino



