Le città non sono solo agglomerati urbani, ma laboratori di innovazione e resistenza. Si è discusso di questo durante un incontro inserito nel Festival diffuso della sostenibilità. Al centro del dibattito la rigenerazione, un concetto che supera la semplice riqualificazione edilizia per abbracciare una trasformazione sociale, economica e, soprattutto, ambientale.
La serata è stata l’occasione per lanciare ufficialmente una call for ideas rivolta a progettisti, architetti, ingegneri e designer. L’obiettivo è trasformare lo spazio esterno della sede di Cultura e Sviluppo in un’oasi climatica urbana. Non si tratterà solo di un luogo per mitigare le ondate di calore estive attraverso soluzioni naturali, ma di un vero e proprio “presidio sociale” capace di offrire benessere alla comunità e agli studenti che già frequentano la zona.
L’incontro ha ospitato esperti e amministratori che hanno condiviso buone pratiche già avviate in altre città italiane.
Bologna e i rifugi climatici: l’assessora comunale Anna Lisa Boni ha illustrato la mappatura dei “rifugi climatici” della città, spazi pubblici (musei, biblioteche, parchi) dotati di acqua, ombra o aria condizionata, accessibili gratuitamente per proteggere i cittadini più fragili dal caldo estremo.
Torino e l’attivismo di quartiere: Matteo Nobili (community hub di Via Baltea) e Alessandra Di Renzo (Fondazione Porta Palazzo) hanno raccontato come spazi degradati o ex fabbriche siano diventati hub di comunità. Dal recupero di un giardino abbandonato alla creazione di zone pedonali e “isole di frescura” per contrastare l’asfalto rovente, l’esperienza torinese dimostra come il verde urbano sia un’infrastruttura fondamentale per il benessere.
Genova e lo spazio comune: Federica Scibetta e Camilla Ponzano della cooperativa il Ce.Sto, hanno spiegato come una piazza sottratta all’abbandono e alla microcriminalità sia diventata i Giardini Luzzati, un centro pulsante di relazioni, aperto 365 giorni l’anno, dove l’accoglienza dei migranti e i servizi sociali si intrecciano con la cultura e il tempo libero.
Un tema trasversale emerso è la necessità di una transizione ecologica che sia anche sociale. Paola Borrione, presidente della Fondazione Santagata per l’economia della cultura, ha sottolineato come gli enti culturali possano guidare l’adattamento ai cambiamenti climatici sensibilizzando il pubblico e offrendo soluzioni concrete e replicabili.
A chiudere l’incontro, l’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Alessandria, Michelangelo Serra, ha ricordato le sfide locali: dalla gestione delle piogge intense alla lotta alla povertà energetica. L’impegno del Comune si sta concentrando sulla riforestazione urbana e sulla de-pavimentazione di aree cementificate (come piazza Vittorio Veneto) per rendere la città più “permeabile” e fresca.
Il messaggio finale è chiaro: la rigenerazione urbana non può essere calata dall’alto. Come dimostrato dai casi studio, il successo di questi spazi dipende dalla partecipazione attiva dei cittadini e dalla capacità di creare luoghi dove “la comunità si ritrova” per affrontare insieme le sfide del futuro.



