
La Repubblica italiana compie 80 anni
L’Associazione Cultura e Sviluppo conclude la sua trentesima stagione di programmazione culturale giovedì 25 giugno con un incontro dedicato agli ottant’anni della Repubblica italiana. A partire dalle ore 18, si alterneranno parole e musica, canzoni e riflessioni, grazie al concerto di Alessio Lega, cantautore e scrittore molto noto e apprezzato, e all’analisi a più voci dei principali snodi della storia repubblicana. Interverranno Federico Fornaro, storico e deputato, Francesca Chiarotto e Giorgio Barberis dell’Università del Piemonte Orientale, e Maria Grazia Caldirola, psicologa e artista, che accompagnerà Alessio Lega in alcune delle canzoni proposte.
Una coralità di voci e pensieri che ripercorrerà la storia del nostro Paese dalla Resistenza al Dopoguerra, passando per la data decisiva del 2 giugno 1946, e giungendo poi agli anni della contestazione e delle stragi, fino ai decenni più vicini a noi.
L’incontro si concluderà intorno alle 20.15 con un buffet per salutarci e darci appuntamento per gli incontri già calendarizzati a settembre. L’ingresso è libero, è raccomandata l’iscrizione tramite il form in fondo alla pagina.
Alessio Lega è uno dei cantautori più conosciuti della sua generazione e uno dei più stimati dalla nicchia degli appassionati del genere. Ha messo in scena centinaia di spettacoli, di performance, di conferenze/concerti sulla canzone d’autore mondiale e sulla musica popolare e d’impegno. Dopo un’assidua frequentazione col Nuovo Canzoniere Italiano, è considerato oggi il rappresentante più coerente del canto sociale, in bilico fra canzone d’autore e riproposizione dei repertori storici. È citato nei dizionari (Garzanti, Giunti, Rizzoli), si è guadagnato i riconoscimenti più ambiti (Targa Tenco, Premio Lunezia, ecc…), è inserito in antologie, libri, dvd. Eppure Alessio non rinuncia al nobile donchisciottismo di cantare dove gli piace, piuttosto che dove “si deve”, andando in giro a tentare di cambiare se stesso e il mondo con le canzoni di cui fa l’autore, l’interprete e lo storico.




