La presentazione de Il familiare è politico di Chiara Bertone non è stata una semplice discussione accademica, ma un’occasione per mettere in crisi molte delle idee che diamo per scontate sulla famiglia. Il libro di Bertone si apre infatti con un’importante considerazione: nei conflitti su come dovrebbe funzionare la famiglia, se debba essere pensata, abolita o difesa e in quale forma, si giocano visioni diverse della società su come dovrebbero funzionare i legami d’intimità, le forme dell’abitare, la socializzazione di nuove generazioni, l’organizzazione del lavoro e dell’economia, le relazioni di potere.

Quali strumenti concettuali possiamo utilizzare per scandagliare la complessità della famiglia? Chiara Bertone ha subito chiarito che la famiglia non è un’entità naturale e immutabile, ma un’istituzione storicamente costruita, plasmata da rapporti di potere, divisione del lavoro e assetti economici. Non è un caso che la sua forma moderna, coniugale e nucleare, si sia sviluppata in parallelo con il capitalismo industriale, che ha separato il lavoro produttivo, retribuito e maschile, da quello riproduttivo, non retribuito e femminile. Pensare la famiglia senza considerare questa divisione del lavoro significa naturalizzare dinamiche sociali profondamente ingiuste.

Per questo è necessario assumere uno sguardo critico su ciò che significa fare famiglia. L’approccio delle pratiche familiari, proposto da David Morgan e ripreso nel libro, permette di guardare alla famiglia non come a una struttura fissa, ma come un insieme di gesti e relazioni quotidiane che le persone costruiscono e reinterpretano costantemente. In altre parole, la famiglia non esiste in astratto: esistono le pratiche con cui le persone fanno famiglia, spesso proprio contro i modelli dominanti – pensiamo alle famiglie omogenitoriali.

Un altro punto chiave della conversazione è stato il concetto di copioni sessuali, che mette in luce il modo in cui la sessualità non è solo un fatto biologico o personale, ma è organizzata da scenari culturali, interazioni sociali e interiorizzazioni individuali. Bertone ha spiegato che la famiglia moderna è strutturata da copioni sessuali eteronormativi, che stabiliscono chi può desiderare chi, come, quando e con quale legittimità. Questo rende ancora più difficile per le persone lgbtq+ vedersi riconosciute all’interno delle istituzioni familiari tradizionali e nelle narrazioni culturali dominanti.

Ma parlare di famiglia senza un’ottica intersezionale significa perdere di vista il quadro più ampio. Perché è importante un approccio intersezionale? Bertone ha risposto sottolineando che la famiglia è attraversata da disuguaglianze di classe, genere e razza. Il femminismo nero ha contribuito in modo fondamentale a decostruire l’idea di una famiglia universale, mostrando come le donne nere abbiano dovuto storicamente reinventare reti di supporto e strategie di cura per sopravvivere a condizioni di oppressione e precarietà. Le loro esperienze ci insegnano che non c’è un’unica famiglia “giusta” o “naturale”, ma esistono molteplici forme di solidarietà e di organizzazione della cura.

Cosa significa, infine, abolire la famiglia? Più che una semplice provocazione, il concetto di abolizione della famiglia è un orizzonte trasformativo. Non si tratta di eliminare le relazioni affettive o di dissolvere ogni forma di legame familiare, ma di superare il confinamento della cura nella sfera privata e di riorganizzare il lavoro riproduttivo in modo più equo e collettivo. Bertone ha citato le lotte femministe e queer che propongono modelli di cura condivisi, che vanno oltre la logica della famiglia nucleare, verso forme di comunità più ampie e inclusive.

La discussione si è chiusa lasciando molte domande aperte, e forse è proprio questo il merito più grande del libro di Bertone: non offre risposte definitive, ma strumenti per interrogarsi criticamente su ciò che diamo per scontato. In un’epoca in cui la famiglia è sempre più un campo di battaglia politico, Il familiare è politico ci ricorda che ripensarla significa ripensare la società intera.