Come ogni anno, l’appuntamento che precede la commemorazione dell’eccidio della Benedicta, di cui quest’anno ricorre l’82° anniversario, si svolge all’Associazione Cultura e Sviluppo. L’evento si svolgerà giovedì 2 aprile a partire dalle ore 18 (è necessario prenotare tramite il form in fondo a questa pagina).
Dopo i saluti delle istituzioni e delle autorità, la prima parte della serata sarà dedicata a una riflessione sulla figura di Don Andrea Gallo, prete di strada, da sempre legato ai temi della libertà e della Resistenza. Prima di cominciare il suo lungo cammino di “prete di strada”, il “Gallo” fu, infatti, una giovanissima staffetta partigiana, nella stessa formazione in cui militò, come partigiano combattente, il fratello maggiore.
La sua vita di impegno sociale e cristiano è stata completamente dedicata al servizio delle persone (in particolare dei giovani) più in difficoltà e, attraverso l’impegno nei loro confronti, all’attuazione concreta dei principi fondamentali scritti nella Costituzione nata dalla Resistenza. Principi molto spesso disattesi dai protagonisti di vertice della vita politica, economica e sociale. La sua attività ha inciso profondamente, negli anni a noi più vicini, in diverse realtà locali comprese tra Genova e l’Alessandrino: dove le numerose esperienze e comunità da lui fondate, e costantemente animate, costituiscono ancora oggi un punto di riferimento per moltissime persone. Don Andrea Gallo, fu testimone dei fatti del G8 di Genova, di cui cade quest’anno il 25° anniversario. Un evento cardine, quest’ultimo, che ha profondamente segnato e connotato l’apertura del “nuovo millennio”, avviando anche in ragione degli eventi drammatici che lo segnarono, una riflessione del tutto nuova: intorno al modello di globalizzazione che si veniva affermando e alle crescenti disuguaglianze da esso generate; intorno all’aggressione temeraria portata alle risorse ambientali dal modello di sviluppo dominante.
Un evento che segnò il drammatico risveglio dall’illusione della “fine della storia”, da taluni vaticinata quale naturale esito della caduta del muro di Berlino e pose sul campo le prime prove di un nuovo modello di repressione adottato dal potere nei confronti del dissenso sociale. Una pagina di storia recente che impatta direttamente, e pienamente, con il lungo e ancora attuale dibattito circa la mancata attuazione di molti tra i principi cardine fissati dalla “Costituzione nata dalla Resistenza”.
La riflessione sulla figura “resistente” di Don Gallo, prenderà spunto dalla recente pubblicazione del saggio di Giorgio Barberis, professore di Storia del pensiero politico e direttore del Dipartimento di Giurisprudenza e scienze politiche dell’Università del Piemonte Orientale, Don Andrea Gallo e il Carmine: in cammino verso l’utopia. Intorno ad esso si svolgerà una tavola rotonda, nel corso della quale la riflessione sui temi che hanno attraversato la vita e la missione di Don Andrea, proveranno a essere calati nella complessità della fase storica attuale. Con Giorgio Barberis interloquiranno Daniele Borioli, presidente dell’Associazione Memoria della Benedicta, e Fabio Scaltritti della Comunità San Benedetto al Porto. La tavola rotonda sarà accompagnata dalla proiezione di alcuni frammenti audiovisivi dedicati alla figura del “Gallo”.
Al termine, verrà allestito il consueto buffet offerto dall’Associazione Memoria della Benedicta.
Dalle ore 21, sarà la volta della parte di intrattenimento musicale/teatrale, affidato al gruppo Bailenga, che proporrà lo spettacolo di teatro/canzone dal titolo Resistenza. Urlo di un sogno di libertà. Un’opera che propone il racconto autobiografico di un partigiano dell’alessandrino, della sua storia di comune ragazzo che incontra un tempo difficile, quello della guerra, un tempo che obbliga alla scelta. Le parole si intrecciano ai canti, le storie individuali si fanno racconto teatrale e suono, per ricordare che la grande Storia è fatta di molteplici e preziose piccole storie umane,
In scena Elisa Guarraggi (voce, narrazione e chitarra), Pietro Ariotti (voce, fisarmonica, chitarra, arrangiamenti) e Sergio Piras (percussioni)
Fischia il vento, estratto dall’omonimo spettacolo:




