Durante l’ultimo incontro della stagione 25/26 del Progetto Genitori, prendendo le mosse dal libro scritto insieme a Barbara Tamborini Esci da quella stanza. Come e perché riportare i nostri figli nel mondo (Mondadori, Milano 2025), il dr. Alberto Pellai descrive un cambiamento profondo che ha toccato l’adolescenza contemporanea: se un tempo i ragazzi volevano stare fuori casa, oggi molti preferiscono restare chiusi nella propria stanza, immersi nel mondo digitale. Questo fenomeno è legato alla diffusione dello smartphone e alla presenza precoce sulle piattaforme social, che hanno introdotto una “seconda vita” virtuale accanto a quella reale.

Secondo Pellai, il problema non è solo l’accesso a contenuti inappropriati, ma soprattutto il fatto che piattaforme e social network siano progettati per catturare l’attenzione, creando meccanismi di dipendenza veri e propri. Di conseguenza, molti giovani dedicano meno tempo alle esperienze concrete, alle relazioni dirette e all’autonomia.

Particolare attenzione viene posta all’impatto dei social sulla costruzione dell’identità. perché durante l’adolescenza i ragazzi cercano conferme sul proprio valore, ma, come hanno dimostrato le più recenti ricerche, l’esposizione continua ai giudizi online può aumentare ansia, insicurezza e fragilità emotiva, in particolare nelle ragazze.

Pellai sottolinea inoltre che la capacità di stare in relazione si apprende attraverso il contatto reale, fatto di sguardi, presenza e ascolto reciproco, mentre le relazioni esclusivamente digitali rischiano invece di alimentare solitudine e isolamento.

Richiamando le neuroscienze, l’autore distingue tra la felicità profonda che nasce dalle relazioni autentiche e quella immediata, ma meno duratura, generata dalle gratificazioni digitali. Per questo invita genitori, educatori e comunità a favorire esperienze concrete, amicizie reali e occasioni di incontro, aiutando i ragazzi a ritrovare un equilibrio tra tecnologia e vita reale. Per approfondire gli argomenti, vi rimandiamo alla visione integrale dell’incontro.