Un evento per celebrare il trentennale dell’Associazione Cultura e Sviluppo che non solo ha ripercorso la sua ricca storia, ma ha offerto un momento di profonda riflessione su temi cruciali, ospitando la giornalista Milena Gabanelli per discutere del sistema sanitario italiano.

Come ha ricordato Michele Guala, l’Associazione è nata 30 anni fa per iniziativa del padre Roberto. Il fondatore si domandò come fosse possibile fare politica senza conoscere adeguatamente gli argomenti. Nello spirito dell’imprenditore, decise di risolvere il problema invitando esperti a tenere serate di approfondimento su temi politici, economici e culturali. Da questa intuizione nacquero i Giovedì culturali che continuano ancora oggi. L’anno successivo, nacque il Progetto Giovani, ritenuto un’attività prioritaria e su cui l’Associazione investe con l’obiettivo di fornire ai ragazzi di 18-20 anni una formazione su “come si fanno le cose, come si lavora, come ci si forma”. Nei suoi 30 anni, circa 1500 ragazzi sono passati attraverso il Progetto Giovani.

Tappe importanti nell’evoluzione dell’Associazione includono l’acquisizione di una sede oltre 20 anni fa, che funge da “luogo d’incontro” e stimolo per le attività. Più di recente, è stata creata la Fondazione Social, che lavora in tandem con l’Associazione, operando pienamente nel Terzo Settore. Cultura e Sviluppo è oggi una struttura complessa che, oltre ai suoi programmi storici, ha organizzato un master universitario in collaborazione con l’Università del Piemonte Orientale, focalizzato sulle soft skills per dipendenti pubblici e del Terzo Settore. L’Associazione opera inoltre come un vasto network di enti del terzo settore e istituzioni (Asl, amministrazione comunale). Nel 2025, l’Associazione ha gestito 36 progetti e organizzato 140 eventi totali, registrando 7.500 partecipanti.

L’Associazione crede che una vita culturalmente attiva non solo sia fonte di benessere psicologico, ma anche fisico, potendo contribuire a un invecchiamento più tardivo e riducendo l’uso dei servizi sanitari.

Ecco alcuni numeri!

Cultura e Sviluppo dati


Il Sistema sanitario sotto la lente di Milena Gabanelli
Il dibattito centrale dell’evento, condotto dal direttore Alessio Del Sarto, si è concentrato sulle criticità del Servizio Sanitario Nazionale, prendendo spunto da Codice rosso. Come la sanità pubblica è diventata un affare privato, il nuovo libro di Milena Gabanelli. L’intento del suo lavoro è spiegare il meccanismo sanitario ai cittadini, aiutandoli a capire il “perché” delle situazioni che si trovano a vivere e come evitarle, sottolineando l’importanza di scegliere bene gli amministratori regionali, che gestiscono l’85 per cento del budget sanitario.

Il ruolo dei medici di base
La giornalista ha ricordato che i medici di medicina generale sono liberi professionisti convenzionati con il Ssn, il che significa che decidono autonomamente come organizzare il proprio lavoro, garantendo, per esempio, sole 15 ore di ambulatorio a settimana per chi ha fino a 1500 assistiti. Questo sistema porta i medici a essere spesso solo “prescrittori” e non visitatori, intasando le liste d’attesa. La difficoltà nel contattare il proprio medico causa circa 4 milioni di accessi impropri ai pronto soccorso ogni anno.

Il fallimento delle Case della comunità
Una potenziale soluzione, finanziata con 2 miliardi del Pnrr, era la creazione delle Case della comunità, luoghi pensati per far lavorare i medici in équipe e garantire una presenza continua. Si prevedeva anche l’internalizzazione dei nuovi medici di medicina generale come dipendenti del Ssn. Tuttavia, questa riforma ha incontrato la forte opposizione dei sindacati medici, che temevano il fallimento del loro ente previdenziale e hanno condotto azioni contro la politica. Di conseguenza, spiega Gabanelli “le Case della comunità rischiano di restare vuote”.

La pressione del privato
Il sistema è spinto verso lo smantellamento del pubblico a favore del privato. I cittadini spendono circa 40 miliardi di euro out of pocket (di tasca propria) ogni anno. I soggetti privati convenzionati con il Ssn hanno spesso margini di guadagno molto più alti nelle prestazioni a pagamento (fino a tre volte tanto). Molte strutture private esauriscono il budget pubblico verso ottobre/novembre, spingendo i pazienti a pagare di tasca propria, anche per esami urgenti come quelli oncologici. Sebbene le regioni possano multare queste strutture o revocare le convenzioni, spesso non lo fanno per la debolezza della politica o per timori che la popolazione ne risenta.

Carenza di personale e i “gettonisti”
La carenza di medici è dovuta a una cattiva programmazione centrale e al blocco del turnover per 15 anni. Sebbene il numero assoluto di medici possa stabilizzarsi tra un paio d’anni, la giornalista ha spiegato come mancheranno specialisti in aree cruciali come la medicina d’urgenza o la radioterapia, poiché queste non offrono sbocchi nell’attività privata ben remunerata (a differenza di chirurgia plastica o dermatologia). Questa lacuna è colmata dai gettonisti, medici reclutati tramite cooperative, che guadagnano fino a tre volte lo stipendio pubblico e spesso lavorano turni massacranti, talvolta senza la specializzazione adeguata, compromettendo la qualità del servizio.

Milena Gabanelli ha ricordato che i cittadini devono farsi sentire e pretendere competenza nella scelta dei direttori sanitari e amministrativi, non solo lealtà politica. Un’altra area di intervento è la prevenzione, intesa non solo come screening, ma come educazione a un corretto stile di vita e alimentare sin dalla scuola. Nonostante le sfide sistemiche e l’eccessiva influenza del denaro, è importante riporre fiducia nella nuova generazione di medici e operatori sanitari, che spesso scelgono la professione per vocazione, auspicando che riescano a invertire questa deriva.

Qui potete rivedere l’incontro